Vuoi fare il dirigente del Varese? Rispondi a queste domande

thumbnail_Image-4Il vero fallimento del club è non avere dirigenti all’altezza, e da anni si va di male in peggio. L’anticonf@rmista propone un esame di ammissione per dirigenti/proprietari: rispondano esattamente a queste domande o lascino perdere

Viste le molteplici scottature e le fregature patite negli ultimi anni dagli indifesi tifosi biancorossi e dalla città, condite da innumerevoli promesse da marinaio, abbiamo pensato di istituire un esame di ammissione per fare i dirigenti e i proprietari del Varese. Un esame costituito da alcune domande, magari non tutte semplicissime: ma il Varese non è per tutti e chi lo vuole deve prima studiarlo e capirlo, altrimenti non può averlo. Poiché tutti i problemi da anni arrivano dall’alto, chi aspira ad avere un ruolo decisionale nel club, o addirittura possederlo, deve dimostrarsi all’altezza ben prima di agire e fare disastri. Basta rispondere correttamente a questi quesiti, esattamente come farebbe ogni tifoso.

  1. Prima un po’ di storia (con qualche trabocchetto). Chi è Franco Ossola? Cos’è il casino organizzato? Peo Maroso è una leggenda biancorossa: perché? Giovanni Borghi è il presidente più vincente di sempre: vero o falso?
  2. Negli anni si sono susseguite persone supportate da finanziatori occulti che hanno presentato programmi faraonici riguardanti stadio, centro sportivo e marketing ma prima bisogna conoscere, presentare e far guardare negli occhi ai tifosi questi finanziatori; dunque la domanda è: chi è il finanziatore del Varese? Quanto vuole investire annualmente? E perché?
  3. La prima cosa che diresti a un tifoso del Varese da dirigente è: «rifaccio campi, stadio, velodromo, Varesello e copro i distinti» oppure “pago gli stipendi e ciò che è dovuto a giocatori, fornitori e dipendenti con puntualità svizzera»?
  4. Meglio un organigramma semplice, chiaro, corto, con tre figure chiave, competenti e riconosciute da tutti (un dg, un ds e un responsabile del settore giovanile) o è meglio premiare con una carica chiunque ci mette i soldi?
  5. Prendi gli allenatori in base a tue necessità personali (di credibilità, di desiderio di apparire…) oppure ragioni sulla persona migliore per i colori, la maglia, i tifosi?
  6. C’è da costruire la prima squadra: risparmi qualche migliaia di euro dal budget per gli imprevisti oppure spendi 2/3/4 volte quello che in realtà potresti permetterti cercando poi disperatamente soldi (abbonamenti, scuola calcio, prestiti bancari, varie ed eventuali)?
  7. Quando vai in Comune dal sindaco o ti incontri con i politici o con altri imprenditori che possono aiutarti, chiami prima i giornalisti per farti vedere dai tifosi, oppure rimani coperto e riservato? Prima fai le cose e poi le dici, o il contrario?
  8. C’è da affrontare un cammino di risanamento del club: parli di “due diligence” (che il 99% della gente normale non sa cosa sia; e nemmeno vuole saperlo) oppure spieghi davvero il problema e dai delle scadenze, credibili e che poi rispetti?
  9. Quando un tifoso, un giornalista o una curva ti critica, li affronti a costo di litigare ma con il rischio di far valere le tue ragioni e quindi di vedertele riconosciute anche da loro, oppure scappi o peggio tenti di ingraziarteli con ogni mezzo?
  10. Scegli una data e spiega perché l’hai scelta: 13 giugno 2010, 4 febbraio 1968, 22 marzo 1910.
  11. Perché il Varese e non una qualunque delle altre cento società professionistiche italiane che in questo momento sono più in alto del Varese?
  12. Sai chi sono Claudio Milanese, Giancarlo Giorgetti, Tiziano Masini, Sean e Ricky Sogliano? E se non lo sai, pensi che sia importante saperlo o comunque informarsi, e averli al tuo fianco, prima di fare qualunque altra cosa? E se hai parlato con qualcuno di loro, cosa hanno detto di te (sai, per noi è importante)?
  13. A Varese preferiamo stare in basso puliti e veri o in alto a costo di firmare compromessi indicibili e vendendo l’anima al diavolo?
  14. Il pubblico del Varese pensa che da queste parti esistano già gli uomini migliori d’Italia per scovare talenti, curare il vivaio o per divertire i bimbi della scuola calcio: tu che arrivi da fuori valorizzi e recuperi questi uomini anche se alcuni di loro sono fuori dalla società oppure porti i tuoi a ogni costo? Perché mettere le mani in basso, quando il problema è in alto?
  15. La B l’abbiamo prima conquistata e poi persa per merito o per colpa della società (da Sogliano a Imborgia…), eppure tutti quelli che arrivano pensano che il problema dei problemi sia il Franco Ossola. Per prima cosa perché non parlate di calcio dimostrando di conoscerlo, o di giocatori che siano anche uomini, invece di mettere le mani avanti con questo benedetto stadio nuovo (il Franco Ossola è quel fortino che mette paura e che ci ha riportato tra i grandi, chiedete al Verona o alla Cremonese se non ci credete)?

Andrea Confalonieri e Gabriele Galassi

4 pensieri riguardo “Vuoi fare il dirigente del Varese? Rispondi a queste domande”

  1. Aggiungerei di mandare tutti gli aspiranti manager a scuola al Renate o alla Giana Erminio, a imparare come si fa calcio sul territorio senza essere magnati, senza fare il passo più lungo della gamba e senza ricorso a vie traverse. Ma questo andrebbe fatto a livello nazionale mica solo a Varese

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