Caro Bino, questo brindisi è per te

Al “Club Biancorossi Pierfranco Bino” un’indimenticabile serata tra ricordi e amicizia. Il figlio Carlo: «A Varese gli spalancavano tutti le porte perché faceva qualunque cosa con passione». Il presidente Mulas: «Guardava le persone e capiva cosa avevano dentro»

«Facevo il raccattapalle durante le partite del Varese promosso in C1 nel ’90 e vedevo correre davanti a me un missile, di cui papà a casa mi faceva una testa così: per il Varese era come un Messi. E adesso me lo ritrovo qui, davanti a me, a parlare di mio padre».
Il missile di cui parla Carlo Bino, figlio del grande Pierfranco Bino, e che ieri sera era proprio di fronte a lui è Gildo Salvadé. E non era solo nel “covo” dedicato al personaggio più anticonformista e amato dai varesini: insieme a Gianfranco Mulas, presidente del “Club biancorossi Pierfranco Bino”, c’erano alcuni grandi del Varese, tifosi storici e dirigenti dell’ultima rinascita.

bino6«Papà lo conoscevate tutti – racconta Carlo Bino sotto la gigantografia del padre – era un vero personaggio, una “testa matta”, che riusciva a riunire tutta Varese: ovunque andasse, stadio, palazzetto, mercato, ippodromo, corso Matteotti, gli spalancavano le porte perché per tutti era uno di casa. Più passa il tempo e più mi stupisco di quante persone lo ricordino, sempre con affetto: credo che il motivo fosse la sua capacità di fare tutto con passione, senza mezze misure; prendere o lasciare».

In sala, tra uno scatto di Ezio Macchi, un bicchiere di vino e una pasta “estate in Sardegna alla Mulas” (aglio, pomodorino fresco, basilico, olio buono, spolverata di pecorino), Marco Caccianiga propone di alzare i calici per il Bino: lo seguono Vito De Lorentiis, Ambrogio Borghi, Mario Grotto e Silvio Papini che aggiunge «il Varese siamo noi», come in tutte le occasioni felici e soprattutto in quelle difficili per unire il gruppo e dimostrare che c’è sempre qualcosa di più importante delle situazioni presenti. Il Rinaldo Ossuzio annuisce, mister Pino Papa sorride, l’Aldo Cunati si gode un momento di tranquillità dopo una giornata dedicata, come sempre, ai colori del cuore.

bino7Nessuno vuole mancare e così spunta, accompagnato da suo figlio, anche il presidente Gabriele Ciavarrella, accolto da abbracci e applausi; salutato l’amico Enzo Rosa e scambiate due chiacchiere con tutti i presenti, è ripartito veloce perché atteso dal… presidente di casa: «Mia moglie mi aspetta!». Dopo di lui anche il grande tifoso Stefano Battara, che dopo il lavoro si è precipitato al club: «Ma davvero c’è il grande Gildo?». «Sì, sono qui!». «Sono Stefano, quello che ti veniva a suonare al campanello quando eri compagno di pianerottolo di “nano” Strappa per uscire a far serata. E la domenica venivo a vederti giocare al Franco Ossola…».

Il finale di serata, per pochi intimi, tra le ultime notizie di calciomercato e il karaoke guidato dal mitico Jordan (doppio biancorosso: Belfortese e Varese): si discute su chi sia stato il più grande allenatore del Varese degli ultimi 40 anni, di Ricky Sogliano re del mercato, di un confronto Maran-Sannino,  di Palazzolo che resta al Varese «senza nulla tranne l’affetto dei tifosi», di una squadra che dovrebbe ripartire dai suoi giovani, quelli veri. Al fianco di Francesco Cultrera, la chiusura è del “capofamiglia” Gianfranco Mulas: «Al Bino queste serate sarebbero piaciute. A lui bastava uno sguardo per riconoscere chi ha dentro qualcosa: sulle persone non sbagliava mai».

Gabriele Galassi e Andrea Confalonieri

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