Così il Varese fallisce. Cari politici: vi interessa?

Il tribunale entro qualche settimana può dichiarare il fallimento del club. Domani saranno 50 anni da Varese-Juventus 5-0: a qualcuno importa salvare questa squadra?

Domani si festeggia il 50° anniversario del miracolo a Masnago: Varese-Juventus 5-0.
Un miracolo, come quello che serve oggi affinché sul prato del Franco Ossola continui a giocare qualcuno indossando la stessa maglia di quegli eroi (Da Pozzo, Sogliano, Picchi, Borghi, Cresci, Dellagiovanna, Leonardi, Tamborini, Anastasi, Burlando, Vastola. In panchina la leggenda Arcari).

I FORNITORI – La situazione economica del Varese Calcio si fa sempre più drammatica. Il tribunale di Varese ha recepito l’istanza prefallimentare (per una cifra vicina ai 30.000 euro) depositata da uno dei principali creditori del club: entro poche settimane si terrà l’udienza davanti al giudice che potrebbe anche decretare il fallimento della società.
Una possibilità quasi certa nel caso in cui la proprietà non si dovesse presentare per trovare un accordo (come invece accadde nel maggio scorso, quando il Varese si accordò e pagò i debiti nei confronti di tre creditori tra i quali figurava l’ex allenatore Ciccio Baiano).  Il rischio, stavolta, è concreto poiché chi ha in mano proprietà e dunque rappresentanza legale del club è lontano da ormai un mese e mezzo dalle questioni economiche e gestionali biancorosse. Di sicuro non potranno farlo i Catellani o i loro avvocati, che non hanno nessun ruolo ufficiale (e quindi legale) in seno alla società.

LE BOLLETTE – Dal tribunale allo stadio, altri debiti vanno affrontati. Sono quelli delle utenze, con le bollette ridiscusse, spalmate, rateizzate ma mai saldate: così, a inizio settimana, il Franco Ossola potrebbe trovarsi ancora senza acqua per una (seconda) figuraccia storica dopo quella del maggio scorso. Qui il debito complessivo sarebbe compreso tra i 50 e i 100.000 euro, da pagare al più presto secondo quanto pattuito mesi fa.

LE VERTENZE DEGLI EX – Dallo stadio alla commissione vertenze economiche: arrivate le prime tre vertenze degli ex giocatori (circa 10.000 euro da pagare), a breve ne arriveranno altre (comprese quelle di due allenatori). Anche queste andranno affrontate, pena un punto di penalità per ogni mancato pagamento e l’impossibilità a iscriversi ad ogni campionato se la situazione non venisse risolta entro il 30 giugno.

SQUADRA E STAFF – Poi, la squadra. Che domani va a cercare punti salvezza in casa del Derthona (trovati i 1000 euro per bus e pranzo?) ancora senza aver avuto notizia – se non rinvii – dei rimborsi di novembre e dicembre (circa 60.000 euro per giocatori e staff di prima squadra; poi ci sarebbero anche settore giovanile e scuola calcio…). E tra 15 giorni avanzerà anche gennaio.

CARO CATELLANI – Gli incontri sinora avuti da Sauro Catellani con il suo finanziatore prima e con altri potenziali investitori poi, non hanno portato a un accordo in grado di immettere liquidità immediata nelle casse biancorosse. A inizio settimana ci sarà un altro incontro: sarà quello decisivo? Speriamo.
E mentre speriamo, ci permettiamo un consiglio con il cuore in mano: caro Sauro, se hai un finanziatore di cui ti fidi e che sarebbe stato pronto a entrare a giugno ma ora è spaventato dalla massa debitoria (cresciuta per forza di cose, e forse non di poco, dal quasi mezzo milione di dicembre), convincilo a uscire allo scoperto e a prendere subito le quote del Varese. Adesso, e forse solo adesso, c’è ancora una società da salvare e il debito stesso potrebbe essere ridotto, parlando con persone che oltre a lavorare per il Varese lo amano anche e ricevendo qualcosa subito potrebbero venirgli incontro sul restante. Se invece aspettasse quattro mesi, potrebbe non trovare più nulla o comunque in condizioni ben peggiori rispetto a oggi.
E se il finanziatore ti dicesse “no”? Fai un passo indietro: la gente del Varese preferisce la cruda realtà a false speranze.

CARI POLITICI – Tra un mese si va a elezioni, sia regionali che politiche. In campo, e ai massimi livelli, c’è tutto il gotha della politica varesina. A cui, proprio oggi davanti alla foto degli eroi del miracolo a Masnago, chiediamo: secondo voi la vostra città (e capoluogo di provincia) sarà migliore o peggiore senza la sua squadra di calcio? Il Varese è sempre più vicino al fallimento: volete dire qualcosa e intervenire – anche con chi possiede o gestisce il club – oppure è una cosa che non riguarda la città e voi che la rappresentate o vorreste farlo? Lo sapete che se dovesse fallire non potrebbe più ripartire nemmeno dall’Eccellenza, ma solo dalla Terza categoria (perché se fallisci tra i professionisti il sindaco può chiedere un’iscrizione, che ha un costo, in D o Eccellenza; se fallisci nei dilettanti si riparte dall’inizio, a meno di un trasferimento a Masnago di un’altra società della provincia che si trova in campionati superiori)?

CARI SINDACO E VICESINDACO – Va bene provare a rincorrere il fiore all’occhiello delle finali Scudetto Primavera da far giocare al Franco Ossola. Va bene che avete visto sfilare in processione a Palazzo Estense almeno cinque massimi dirigenti biancorossi in meno di un anno. Va bene che avete dato disponibilità a essere garanti delle trattative per la cessione del club. Va bene tutto.
Ma perché non prendere in mano la situazione con chi possiede e/o chi vorrebbe possedere il club – anche con forza e dettando le regole – per risolverla? Un esempio? Mettere attorno a un tavolo (e spalle al muro) Basile e Catellani, che ormai parlano lingue diverse nella stessa società. Sappiamo che non volete essere i primi amministratori in 108 anni senza una squadra di calcio a rappresentare la città.

CARI TUTTI – Il rischio che il Varese sparisca c’è ed è sempre più alto: fate qualcosa.

Andrea Confalonieri e Gabriele Galassi

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