Caro Moss, bentornato a Varese: il basket siamo noi

La quarta vittoria consecutiva della Pallacanestro Varese “ammazzagrandi” vista dall’anticonf@rmista Francesco Zecchini: l’eterno nemico “senese”, Parravicini che fa esplodere Masnago a 16 anni e mezzo. E giù il cappello davanti a Coldebella

Caro Moss, bentornato a Varese. Esponiamolo al casello di Gallarate. Per ricordare che «il basket siamo noi, il basket siamo noi». Anche senza i milioni di Milano e le stagioni fantastiche degli altri (per la cronaca, gli Indimenticabili avrebbero vinto a Brescia contro questa leonessa che a tratti guaisce: seconda sconfitta consecutiva). Con una squadra senza il suo miglior giocatore, Wells. Una squadra che fino a qualche tempo fa era quella più depressa e incapace dell’intera Lega. E che ora si è ripresa la platea che applaude senza interruzioni.

Ma la cosa che più stupisce è che Avramovic (MVP lo stesso giocatore che Caja non pareva nemmeno considerare), Pelle (strepitoso anche perché istintivo), Natali, Parravicini, Okoje, Tambone, Cain, Ferrero e Wells sono stati confermati dalla società – in primis da Coldebella, giù il cappello – senza andare in panico come da leitmotiv delle ultime stagioni. E quindi non servirà una Coppa per salvare capra e cavoli. La Coppa potrebbe anche essere – guai se lo sentono in spogliatoio – la salvezza.

Ma adesso lasciamoci andare ad una “ola” senza freni. Vi raccontiamo Varese-Brescia, vista da un occasionale per necessità (4-5 presenze annue al palazzetto bastano?), come un time-lapse. Una serie di immagini che chi c’era non potrà dimenticare.

Il palazzetto si riempie, 4.217 fedeli tornano al tempio. Entrano le squadre e i tifosi ospiti. Ma non la paura. Moss – che rappresenta quella Siena che fermò gli Indimenticabili con una vittoria poi cancellata negli annali ma non nelle lacrime – fischiatissimo. Non si poteva iniziare meglio. Avramovic e Pelle sparano a salve. Confermati dall’anno scorso perché firmarono un biennale. Ecco che Varese è spuntata. Attendiamo l’uovo di Pasqua: ma il regalo si intravede già. Moss entra e viene massacrato dall’intero palazzetto. Lui risponde da campione: due palle rubate.

A Masnago si toccano le stelle: 63 punti all’intervallo. All’andata Varese ne fece 4 in più. Sì, in quaranta minuti però. Ola del palazzetto. A proposito, 500 persone in meno rispetto alla fatidica Gara7 contro Siena.

«Questa gente è da scudetto». Ci rifiutiamo di cantarlo. Mica che si rompe la magia.

«CENTO, CENTO, CENTO» ma il pallone dell’orgasmo non vuole entrare.

Parravicini, numero 10, 16 anni e mezzo. Palla in mano. Tiro. Retina. Esplode Masnago.
10, 100, 1000 mani che si alzano. 10, 100, 1000 saltelli di Caja. Varese è viva, viva Varese.

Francesco Zecchini

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