L’intoppo da risolvere per salvare il Varese

L’acquirente ha messo sul piatto 450.000 euro ma chiede una garanzia per eventuali “imprevisti”. Se domani non l’avrà, faccia un ultimo sforzo: sarà il primo nella storia biancorossa a evitare un fallimento annunciato

Dopo l’incontro di ieri a Lugano, confermato da tutti i presenti, le parti in causa si sono date due notti di tempo per arrivare al dunque: una è passata, l’altra sta per passare; domani dunque è il giorno della verità. In campo c’è chi vuole comprare (i finanziatori di Sauro Catellani, anzitutto un imprenditore del centro Italia nel campo dei condimenti da tavola e dei sottaceti) e chi deve cedere (Paolo Basile) prima che il Varese fallisca per la quarta volta in trent’anni (e la seconda in due e mezzo…).

Nel frattempo i tifosi si fanno un paio di domande, a cui proviamo a rispondere.

  1. Qual è il problema?
    C’è un acquirente serio, di grandi disponibilità economiche, disposto a prendere in mano la società e soprattutto pronto a mettere sul piatto i soldi necessari. Necessari a cosa? A ripianare i debiti che il Varese ha a bilancio. Quanti siano è importante (i precedenti acquirenti interessati hanno sempre parlato di 450.000 mila euro) ma non è il centro del discorso: conta invece che esista una persona con la volontà di affrontarli mettendo proprio quella cifra sul piatto. C’è un’unica richiesta: ovvero che chi “vende” quei debiti metta a disposizione nero su bianco una garanzia per affrontare eventuali ulteriori mancanze economiche che dovessero spuntare in seguito.
  2. Perché mister X è interessato al Varese?
    Ci sono altre società, meno gloriose ma meno indebitate e costose, per un imprenditore che vuole mettere il suo marchio internazionale nel calcio. Ma l’imprenditore in questione è legato a Sauro Catellani, che ha già una struttura pronta e che lo ha coinvolto spiegandogli le potenzialità che una piazza del genere (e forse solo questa) può mettere sul piatto.

Un’ultima considerazione. Caro imprenditore,  l’impegno economico che hai già messo sul piatto è enorme (visto che in tanti davano per scontato che nessuno si sarebbe mosso per una situazione del genere). Ma se domani mancasse “poco” per chiudere l’accordo, fai l’ultimo sforzo: il Varese ti ridarà indietro tutto. A partire dalla riconoscenza per essere il primo nella storia ad averlo salvato da un fallimento annunciato.

Andrea Confalonieri e Gabriele Gigi Galassi

6 pensieri riguardo “L’intoppo da risolvere per salvare il Varese”

  1. Fatti i conti certi (al ribasso) hanno incassato dal 2015 con abbonamenti, biglietti, pubblicità, marketing e cartellini giocatori oltre 700.000 – 850.000 di cui più di 350.000 400.000 solo di abbonamenti e biglietti. MAI PAGATO COSTI STADIO , ACQUA GIARDINIERI CALCIATORI E FORNITORI.

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    1. Iscrizione a campionato 2015 50.000 a fondo perso più 30.000. Iscrizione 2016 50.000 poi iscrizione questo campionato 16.000 perchè tenuta parte di quella anno scorso… qui di 146.000 andati via solo x iscrizione ai campionati…
      Poi i giocatori li compri e paghi il cartellino dei giocatori che però no sono a Bilancio x che società è dilettantistica e vale anche x juniores.. quindi prima di parlare…..

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    2. Il blog è uno spazio libero a disposizione di tutti. Non possiamo però tollerare insulti e offese: si può far valere le proprie opinioni qualunque esse siano senza volgarità. Per questo motivo il tuo commento è stato modificato nei punti inaccettabili.

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