Riuniamo i creditori del Varese. Per salvarlo insieme

Facile dire «chiudiamo tutto e ripartiamo da zero», ma cosa resta a chi ha lavorato senza essere pagato? L’idea ce l’ha data Vanoni: «Pronto a venire incontro. E forse tanti altri come me». Sindaco e vicesindaco ci sono: e noi siamo pronti ad aiutarli…

Tanti dicono: «Falliamo, azzeriamo tutto e ripartiamo da zero». Sarebbe la cosa più facile. Ma andatelo a dire a chi ha messo tutto e si ritroverebbe – per l’ennesima volta – con il nulla tra le mani:
la ditta Vanoni, che da più di 30 anni coccola il prato del Franco Ossola come fosse il bene più caro che c’è;
la signora Rosi, che lava ogni giorno le maglie e le divise come fossero quelle di famiglia;
la ditta Limonta, che ha regalato (al momento, nel vero senso della parola) il manto in sintetico dell’Alfredo Speroni;
la Macron, che veste tutti i biancorossi, dal più piccolo al più grande;
l’Aldo Cunati, che custodisce le mille chiavi e i segreti del Franco Ossola, curandolo come un monumento;
i “piccoli” sponsor, che hanno fatto il possibile per dare un aiuto extra ai colori del cuore;
i genitori, che nonostante tutto hanno scelto (e sostenuto con le rette) ancora il Varese per far crescere i loro figli;
i ragazzi della biglietteria, gli steward, il Trivini e gli altri amici del bar, i dipendenti della società, che hanno lavorato con passione e professionalità mettendosi al servizio di un bene di tutti;
gli allenatori, i dirigenti e i giocatori di tutte le squadre, dai Piccoli Amici alla prima squadra, che sempre e ovunque hanno onorato il biancorosso;
e i tifosi, che hanno contribuito alla rinascita, pagato abbonamenti, biglietti e trasferte, cantato la loro gioia e urlato il loro dolore, sempre presenti, sempre attenti, troppe volte traditi.

CHIUDERE TUTTO E RIPARTIRE
Dispiace per tutti loro: ma ricominciare da capo sarebbe la cosa più facile. Si chiude tutto, si fonda una nuova società, si fa richiesta alla Lega per entrare magari in Promozione (con le rinunce che ogni anno si verificano, un posto si trova), si taglia con il passato e si riparte da zero. In tanti avanzeranno denari (che sono la normale moneta di scambio del lavoro, non una pretesa): ma la nuova società – giustamente – non avrebbe oneri nei confronti di ciò che ha combinato quella vecchia.

PROVARCI, TUTTI INSIEME
Perché, invece, non mettere al centro proprio loro? Loro, ovvero chi ha dato un pezzo di se stesso, sotto forma di lavoro, per il Varese. E che lo farebbero ancora. Per affetto, anzitutto; ma anche per una sacrosanta speranza di non rimanere fregati un’altra volta.
Lo spunto ce l’ha dato Vanoni jr., Daniele (nella foto in alto), che ci ha scritto sulla nostra pagina Facebook “anticonfarmista”; ecco il suo messaggio:

FORSE NEL NOSTRO PICCOLO POTREMMO PROPORRE DI VENIRE INCONTRO AL VARESE CALCIO STABILENDO DEGLI ACCORDI CHE DILAZIONINO NEL TEMPO QUANTO CI È DOVUTO. NOI FORSE CI RENDEREMMO DISPONIBILI E FORSE ALTRI CHE COME NOI HANNO A CUORE IL FUTURO DEL CALCIO A VARESE POTREBBERO PENSARLA COSI’.
PERÒ SI DIA UN SEGNALE DI COMINCIARE A VENIRSI INCONTRO, DI CONTINUARE A GIOCARE SENZA FARE FIGURACCE E SI FACCIANO I DOVUTI INCONTRI E MAGARI SE SI COINVOLGE E SI PARLA CON CHI DEVE RICEVERE DEI SOLDI UN ACCORDO LO SI TROVA.

Il momento è ora. Ed è quello giusto, visto che la società è nelle mani di sindaco e vicesindaco come da comunicato stampa del proprietario Paolo Basile (che quindi cederà la totalità delle quote alla persona che gli verrà indicata dalle istituzioni, l’unico soggetto in campo di cui la gente si fida. Vero?): a loro il proprietario dimissionario deve anche dare al più presto il controllo dei conti, in modo da poter usare le donazioni che stanno arrivando e arriveranno dagli “amici” del Varese.

Anche noi siamo pronti ad aiutarli. Chiunque creda nel gesto di Vanoni e sia d’accordo con la sua proposta, ci contatti (sotto vi diciamo come) per spiegarci la sua situazione, quanto e se è disposto ad attendere o a fare uno “sconto” a chi si prenderà in mano la società (che altrimenti sparirebbe lasciando tutti senza più nulla). Ci mettiamo volentieri a disposizione per ascoltarvi e invitare Galimberti e Zanzi ad organizzare un tavolo dove farvi sedere tutti insieme. Qui si riuscirà a capire esattamente quanto serve per salvare il Varese: ascoltando voi, le uniche persone che sanno la verità e hanno un importante motivo per farla conoscere.

Gabriele Galassi e Andrea Confalonieri

COME CONTATTARCI
mail: anticonfarmista@gmail.com
Facebook: anticonfarmista
Telefono: 3404631748

10 pensieri riguardo “Riuniamo i creditori del Varese. Per salvarlo insieme”

  1. Io sono d’accordissimo con l’articolo: se il Varese dovesse fallire allora nessuno, o quasi, avrebbe indietro i soldi dovuti!
    In ogni caso il problema non è racimolare 500 mila o più euro per saldare debiti ed andare avanti bensì slegarsi da ostaggi di presidente, proprietario e altre figure che a vario titolo tengono legato il Varese Calcio in una situazione buia e incerta

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  2. L’azionariato popolare ha fallito ovunque. Ormai c’è poco da fare, se non rassegnarsi al peggio. Molto probabilmente non riusciremo neppure a finire l’anno, per buona pace degli illusi che credono ancora alle favole di mister x con i soldoni pronti a subentrare.

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