Il Varese non può fallire. E non fallirà

La notizia in questi tempi grami sarebbe questa: il Varese dei fioeu (e di Tresoldi che ha fatto capire a tutti cos’è il Varese) senza futuro, senza casa, senza soldi, senza società, senza campioni ma con un cuore e due palle grandi così, ferma la capolista Gozzano che ha 30 punti in più, e avrebbe pure meritato di vincere non solo in campo ma anche fuori visto che un dirigente ospite squalificato aggredisce gli steward biancorossi che fanno solo il loro dovere non dandogli l’autorizzazione d’entrare nell’area riservata ai tesserati muniti di regolare pass.

La notizia in tempi normali, invece, sarebbe questa: il Varese pareggia lo scontro al vertice contro il Gozzano e continua a lottare in cima alla classifica per la promozione in serie C.

L’unica vera notizia, infine, è questa: il Varese non fallirà.

Non fallirà perché le cose sono cambiate rispetto al febbraio di trent’anni fa quando c’era un’unica bandiera biancorossa che garriva in tutto lo stadio dall’ultima fila dei distinti per sostenere la società “fallita” – fu la prima volta – nello spareggio salvezza vinto contro la corazzata Treviso in un’autentica bufera (disse l’allenatore di quell’indimenticabile impresa, Carletto Soldo: «Erano in 500 ma sembravano 30mila. Non vedevamo nemmeno i loro volti ma sembrava di essere spinti da tutti i guerrieri che negli ultimi cent’anni hanno indossato la maglia del Varese»).

Non ci sarà un altro curatore fallimentare come fu allora il grande Caramella.

Non ci sarà un’altra trasferta con le proprie macchine perché mancava perfino la benzina per andare con il pullman sociale (ragazzi e Tresoldi: i vostri sacrifici sono stati già affrontati, e ripagati, da chi vi ha preceduto in quel 1988. Andate avanti così e succederà anche a voi).

Non ci sarà il quarto fallimento in trent’anni. E non ci sarà perché farebbe di Varese e del Varese la barzelletta d’Italia.

Non ci sarà se Varese e il Varese rappresentano davvero, e non solo a parole, il cosiddetto Grande Nord e l’operoso capoluogo “svizzero” che è capitale dell’imprenditoria e dell’intellighenzia industriale nonché della politica regionale e nazionale.

Non ci sarà perché nessuno può permetterselo, e se qualcuno che non l’ha ancora capito pensa di poterlo fare, leggendo queste righe magari capirà che invece è vero il contrario: se il Varese fallisce, fallite anche tutti voi che magari siete all’ascolto e pensate di restare dietro le quinte senza muovere un dito.

Non ci sarà perché anche Paolo Basile fa parte di coloro che non possono e non vogliono fallire: in prima linea nelle curve e negli stadi di tutt’Italia durante la scalata del Varese targato Sogliano e Sannino, non può legare il suo nome di proprietario che porterà il Varese nella tomba. In fondo in fondo lo sa anche lui.

Infatti da ieri è tornato a parlare con i Catellani, che sono semplicemente gli intermediari dei finanziatori che vogliono acquisire la società e anche i futuri responsabili della parte sportiva e organizzativa del club.

Infatti dei nuovi documenti relativi ai conti del club sono allo studio da ieri pomeriggio in viale Monte Nero a Milano dove ha sede la società che gestisce tra l’altro il calcio mercato legata proprio a Sauro e Fulvio Catellani.

Infatti ci sarebbe una via d’uscita, allo studio d’entrambe le parti, per superare l’iniziale fideiussione da 200mila euro chiesta a Basile (fideiussione da cui avrebbero dovuto essere detratti gli eventuali debiti emersi dopo il passaggio di proprietà).

Com’è e come non è, grazie anche al ruolo d’intermediazione fondamentale esercitato dal Comune (sindaco Galimberti e vicesindaco Zanzi oggi erano in tribuna a Masnago), il Varese dato per morto da tutti non è ancora morto, e forse entro poche ore potrebbe essere più vivo che mai.

Aggiungiamo solo alcune cose.

  1. S’è sciolta ufficialmente l’associazione dei tifosi biancorossi poiché non c’era più nemmeno una società con cui interfacciarsi, ma tutti coloro che ne facevano parte erano presenti ieri al Franco Ossola e sono pronti a ricostituirla, più forte e grande che mai, in caso di svolta societaria.
  2. E’ questione di ore prima che venga lanciata l’iniziativa popolare “Uniti salviamo il Varese”: chiunque potrà versare una piccola quota, anche simbolica, per sostenere trasferte o pranzi, cioè le spese vive di giocatori e staff, senza rimborsi da ottobre. Il conto su cui versare l’obolo del cuore per aiutare questi splendidi ragazzi sarà controllato da una persona al di sopra delle parti.
  3. Mezz’ora fa Beppe Sannino ha chiamato uno dei primi tifosi del Varese ancora presente al bar dello stadio (è questa la redazione dell’anticonf@rmista dopo le partite casalinghe dei biancorossi, e chiunque può venire a trovarci mentre scriviamo): «Ragazzi, non mollate. Intanto vi faccio una promessa: ho ancora le chiavi dello stadio e sarò il primo a tornarci appena mi direte che siamo salvi. Forza Varese». La stessa cosa, un giorno prima, ce l’aveva detta Ricky Sogliano dopo aver fatto visita al suo amico Paolo Maccecchini, il “presidente” del Varese.
  4. Se il Varese non fallirà, noi questa salvezza la dedicheremo a voi 25mila che dal 7 gennaio (primo giorno dell’anticonf@rmista) ci avete visitato 60mila volte con un picco da 4.800 sabato scorso, uno di questi tanti giorni in cui abbiamo dato tutto noi stessi per raccontarvi la verità. Se c’è speranza, voi ne siete un simbolo.

Andrea Confalonieri

13 pensieri riguardo “Il Varese non può fallire. E non fallirà”

      1. Hai fatto benissimo a riportare una voce che serve per fare chiarezza. Inutile nascondere la verità ai tifosi: qualcuno in effetti ha avuto l’idea di contattare Taddeo per chiedergli di pagare almeno una prima parte delle vertenze dei giocatoti (se il Varese non lo fa entro il primo marzo avrà i primi punti di penalizzazione). Quest’idea è stata solamente riportata a Sauro Catellani. Che quindi non l’ha avuta. E nemmeno, a quanto ci risulta, l’ha messa in pratica.

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  1. Ricordo a tutti che nell’estate 2015 un azionariato popolare era già stato fatto da Enzo Rosa che poi sappiamo tutti che fine abbia fatto con l’arrivo della coppia B&T, quindi questa volta prima di mettere anche solo 1€ voglio sapere a cosa servirà visto che quelli messi nel 2015 si sono evaporati con una velocità impressionante e i risultati sono sptto gli occhi di tutti

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