«Per il Varese ci siamo anche noi. Ma senza i conti non si può comprare nessuna società»

Stasera a Palazzo Estense si è presentato un altro gruppo, alternativo ai Catellani, interessato a salvare il club: ecco chi sono e cosa ci hanno detto al termine dell’incontro con il sindaco e il vicesindaco

Alle ore 19.30 si è concluso l’incontro del sindaco Galimberti e del vicesindaco Zanzi con un altro gruppo interessato al Varese Calcio. Oltre ai padroni di casa, presenti a Palazzo Estense tre persone: Diego Andidero (nella foto di Mimmo Calcagno) e Alessio Rosso, fondatori e soci della Football Agents Academy e l’avvocato Stefano Ardizzoia.
Andidero e Rosso con la loro Football Agents Academy facevano già parte della cordata presentata da Gabriele Ciavarrella nella sede della Life che, a maggio scorso, a pochi giorni dall’addio di Fabio Baraldi, aveva proposto di prendere le redini del Varese avendo a disposizione un milione e mezzo di euro per proseguire. Come noto, Taddeo e Basile decisero di andare avanti loro rifiutando la proposta di cedere il club biancorosso.

Queste le parole che abbiamo raccolto fuori da Palazzo Estense al termine dell’incontro, durato una mezz’ora abbondante: ve le riportiamo integralmente.
Diego Andidero: «Stasera abbiamo avuto il piacere di essere ospiti del sindaco Galimberti e del vicesindaco Zanzi insieme all’avvocato Ardizzoia che rappresenta un gruppo di imprenditori interessati ad oggi a rilevare il Varese. Il progetto lo avete già conosciuto a maggio dell’anno scorso alla Life (queste le parole di allora: «Un progetto semplice, che riparte dal territorio e dal settore giovanile; una cosa che dicono tutti, forse, ma io e il mio staff siamo convinti di cosa serva: fondamentali sono istruttori e strutture. La prima squadra è ovviamente un aspetto importante, su cui puntare portando giovani e giocatori del territorio circostante. Usando risorse, che qui ci sono ma non vanno sprecate: non servono grandi spese ma persone disposte a sposare un progetto»). Crediamo di poterlo riproporre e metterlo veramente in campo».

Andidero prosegue: «Abbiamo chiesto a sindaco e vicesindaco la documentazione necessaria per l’acquisizione della società,  documentazione in realtà necessaria per acquisire una qualsiasi società di calcio e non, per poterla analizzare. Abbiamo imprenditori che non vengono a tamponare il debito per poi sparire: è una situazione che deve essere programmata, con un investimento triennale. Potremmo partire già domattina in questa analisi ma ci servono i conti: sindaco e vicesindaco non ne sono in possesso, ci hanno indicato a chi chiedere questa documentazione. Una volta analizzata, vedremo il da farsi: tutto ciò è emerso stasera da questo primo incontro».

Il quadro, come noto, è drammatico.
Andidero: «Sì, ci è stato paventato e abbiamo letto le notizie. Un quadro preoccupante. Non veniamo qui a salvare il Varese dall’oggi a domani, ma con la carte della società in mano faremo le nostre analisi».
Prosegue Alessio Rosso: «Qualsiasi debito deve essere verificabile. Impossibile trovare qualcuno che, al buio, metta la propria immagine, i propri soldi e le proprie garanzie a fronte di qualcosa che non conosce. Complicato pensare di poter lavorare su un debito e un bilancio che da un anno mancano».

Chi sono le persone che rappresentate? Fanno già parte del mondo del calcio?
Andidero: «In questo momento ci hanno chiesto riservatezza».
Rosso fa il punto: «Possiamo dire che non hanno problemi di solvenza per la situazione debitoria del Varese: per loro non è preoccupante il debito attuale. Ma chiaramente non sono imprenditori che vengono qui per tamponare e poi andarsene tra 6 mesi».

Siete un’alternativa ai Catellani o c’è possibilità di un progetto comune?
Andidero: «Sì, siamo un’alternativa. Con tutto il rispetto per Catellani, non siamo assimilabili».
Rosso: «Abbiamo idee completamente diverse. Anche perché fino a oggi non ho visto alcun progetto calcistico: quindi non sapremmo neanche a cosa confrontarci».

Vi siete dati un tempo per farvi risentire?
Andidero: «Dipende dalla proprietà: cosa vorrà darci e in quanto tempo lo farà. Siamo rimasti d’accordo con sindaco e vicesindaco che li relazioneremo su ogni nostro passo, positivo o negativo che sia».
Rosso: «Se ci presentano domani i bilanci, corretti e attuali e non al 30 giugno dell’anno scorso, possiamo iniziare a parlarne subito».

 

Altre due notizie in chiusura.
VERTENZE DA PAGARE – Entro fine settimana il Varese dovrà pagare 10.000 euro per le vertenze di Innocenti, Piraccini e Talarico, in modo da evitare punti di penalità. In sede si aspetta di avere a disposizione il denaro per far partire i bonifici. Denaro che però non sarà quello della cessione di Repossi, perché dalla Lega Calcio non si è ancora visto un euro.

LA RACCOLTA FONDI DEL CLUB BIANCOROSSI PIERFRANCO BINO – Nel frattempo il presidente del club biancorosso con sede al Circolo di Capolago ha comunicato il conto corrente dell’iniziativa “Tutti uniti salviamo il Varese”, il cui garante è il notaio Candore.
Questi l’IBAN di riferimento: IT79W0503450330000000001910. Banco Bpm filiale di Induno Olona, causale “Tutti uniti salviamo il Varese”.

Gabriele Gigi Galassi e Andrea Confalonieri

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