Varese, un raggio di sole: verranno pagate le prime vertenze. Niente penalità 

Allenamento sul sintetico Alfredo Speroni per il Varese Calcio, che punta alla sfida contro il Bra di domenica (Franco Ossola, ore 14.30) per riscattare la sconfitta incassata a Caronno Pertusella che ha interrotto la striscia di sei risultati utili (tutti pareggi) consecutivi. Bra sesto in classifica insieme alla Folgore Caratese a quota 44, ma con una partita da recuperare l’8 marzo contro l’Inveruno, Varese in zona playout (sest’ultimo) a quota 31. Con ogni probabilità Tresoldi dovrà fare a meno, oltre a Fratus ai box da quasi un mese, anche di Morao e Battistello. L’assenza del classe ’98 ex Inveruno è più problematica per la nota questione under: scelte possibili Muca (centrocampista ’99) o La Ferrara (esterno/trequartista ’98). L’allenamento di domani pomeriggio e la rifinitura di sabato mattina gli ultimi due spazi a disposizione per prendere una decisione definitiva.
Dopo le partite di domenica, la Serie D osserverà un weekend di pausa per il Torneo di Viareggio, a cui come sempre partecipa una rappresentativa LND: il Varese tornerà quindi in campo il 18 marzo a Pavia.
La speranza è che per quella data la situazione societaria si sia definitivamente risolta: più in basso vi riproponiamo la notizia del giorno – il pagamento delle prime vertenze che permetterà di evitare punti di penalità – e un riassunto dei vari contatti avuti dal sindaco Galimberti e il vicesindaco Zanzi, che si stanno spendendo per trovare un futuro al Varese Calcio.

Nel frattempo per i giocatori una serata di relax e divertimento: i biancorossi sono alla Bocciofila Malnatese, ospiti di Paolo Maccecchini, per una partita di bocce e una cena in compagnia.

LA RACCOLTA FONDI DEL CLUB BIANCOROSSI PIERFRANCO BINO – Domenica invece prima e dopo la partita del Franco Ossola saranno distribuiti allo stadio dei volantini (nella foto) per dare ulteriore linfa alla raccolta fondi promossa dal Club con sede al Circolo di Capolago. Ieri è stato aperto un conto corrente al Banco BPM filiale di Induno Olona (questo l’IBAN: IT79W0503450330000000001910): per chi volesse donare tramite bonifico, sull’intestazione va indicato il nome del notaio Carmelo Candore – gestore e garante del conto – oltre alla causale “Tutti insieme salviamo il Varese Calcio”.

LA NOTIZIA DEL GIORNO – Finalmente un raggio di sole che buca la neve (pochi centimetri ricoprono il Franco Ossola con la squadra che poco fa si è allenata sul sintetico; per ora non c’è nessun rischio rinvio della partita di domenica contro il Bra): domattina saranno pagati i 10mila euro ai primi tre giocatori della scorsa stagione che hanno fatto vertenza e verranno così evitati i tre punti di penalizzazione.
La situazione si è sbloccata grazie all’intervento diretto dei Catellani (che, lo ricordiamo, non possiedono alcuna quota né ricoprono ruoli ufficiali) e di alcuni “amici” del Varese coinvolti da chi, come il ds Merlin e la segretaria Chicca Bianchi, è sempre rimasto al suo posto di “combattimento” in questi mesi di agonia societaria.

Intanto proseguono le giornate di incontri per dare un futuro al Varese Calcio: ecco le ultime.

Capitolo Di Caro. Per quanto riguarda la famiglia Di Caro, proprietaria della Varesina e accostata ai biancorossi oggi dalla Prealpina (l’ipotesi citata è quella di spostare la prima squadra a Masnago con la denominazione Varese in caso di scomparsa del club biancorosso) va detto questo: è gente seria, vera, capace. Ma amano la loro libertà, le radici, il fiuto che li ha sempre guidati. Il sindaco Galimberti li ha contattati per un incontro esplorativo, e loro si sono giustamente presentati. Perciò, al di là delle bandiere e di come finirà, un tifoso del Varese dovrebbe essere solo orgoglioso che una famiglia e una proprietà serissime e solide parlino del club biancorosso in Comune. Negli anni, è stato un evento rarissimo. Poi, il Varese è il Varese e la Varesina è la Varesina: i primi a dirlo sono i Di Caro.

Capitolo Catellani. Il “gruppo” guidato da Sauro ha in agenda alcuni incontri con dei possibili sponsor (che non entrerebbero in società: il 100% delle quote, come detto, verrebbe controllato da una holding con base in svizzera) che li affianchino nel momento in cui avvenisse davvero il passaggio di proprietà. Questi eventuali e graditi sponsor sarebbero legati al territorio o comunque a persone che sanno cos’è il Varese.

Capitolo “FAA”. Ieri sera il sindaco Galimberti e il vicesindaco Zanzi hanno ricevuto in Comune un gruppo guidato da Diego Andidero e Alessio Rosso, fondatori della FAA – Football Agents Academy, insieme all’avvocato milanese Stefano Ardizzoia. Qui le loro parole che abbiamo raccolto ieri sera: il loro è stato un primo incontro e il primo passo che muoveranno sarà ottenere i bilanci del Varese Calcio per analizzarli.

Capitolo “bresciano”.  Esiste un interessamento da parte di un gruppo che già si propose per l’acquisto del Brescia Calcio (poi finito nelle mani di Massimo Cellino) che ha in agenda appuntamenti in Comune e probabilmente dall’avvocato di Paolo Basile. Le due cordate che contesero a Cellino il Brescia Calcio sono una araba e l’altra bresciana (la holding Fen Energia).

 

11 pensieri riguardo “Varese, un raggio di sole: verranno pagate le prime vertenze. Niente penalità ”

  1. Sembra che anche gli avvoltoi della varesina stanno svolazzano sul varese. Vogliono chiamare la varesina VARESE. Ma sarebbe un tarocco incredibile…. bastaaaaa

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    1. Caro Thor, per essere onesti bisogna dire che la famiglia Di Caro è fatta da gente seria e vera, riconosciuta come tale da chiunque abbia avuto a che fare con loro. E devo anche aggiungere che i Di Caro sono stati chiamati in Comune a Varese, quindi non sono loro ad essersi intromessi nelle vicende del club: e loro, da gente seria, hanno risposto alla chiamata e si sono presentati. Quindi non sono avvoltoi. Il Varese è il Varese, la Varesina è la Varesina. Ma la famiglia Di Caro ha valori e disponibilità che non possono essere messi in discussione. Continua a seguirci. Buon pomeriggio

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      1. Vado oltre: chi li definisce “avvoltoi” per me si merita davvero di affogare tra libanesi, bocciofili e magliette XXL.

        La famiglia Di Caro, insieme a Cristina Rasparini (Pavia), Oreste Bamonte (Gorgonzola) e Luigi Spreafico (Renate) sono i modelli su come si deve fare, oggigiorno, a fare calcio in provincia. E farei carte false per avere personaggi del genere a Varese. Non gente che promette “vi porto in Champions”, ma gente solida economicamente (senza essere magnati) che fa passi non più lunghi della gamba e all’opulenza e all’ambizione antepone SEMPRE solidità societaria e settore giovanile florido. Questo deve accadere anche a Varese.

        Con ciò spero che i Di Caro, nel loro caso specifico, se ne stiano ben lontani… nel loro interesse. Il “progetto Varesina”, che è un gioiello del nostro panorama calcistico provinciale (e anche al di fuori), difficilmente sopravvivrebbe se trapiantato al di fuori dell’isola felice Castiglione-Venegono. Perlomeno, io la vedo così. Se vogliono dare una mano, siano benedetti… ma per il loro bene innanzitutto non mescolino le rispettive tradizioni sportive.

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  2. Fa benissimo la Varesina a interessarsi al f.ossola. Venisse libero sarebbe sicuramente meglio del loro attuale campo da gioco. Al teatrino generale mancavano giusto gli arabi.Ormai è lampante che falliremo a maggior ragione se quelli accreditati come i più seri e con i soldoni “veri” di mister x pronti sul tavolo non riescono neppure a pagare 10000 euro per evitare le penalizzazioni o a metter due soldi per evitare la diaspora del settore giovanile che si è ridotto a dover elemosinare in anticipo le rette per non chiudere i battenti.

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  3. Ma quale tarocco, quella società con quel nome mi fa innervosire, si chiamasse Varese si tornerebbe alla normalità, non credo proprio si vogliano sostituire al Varese chiamandosi Varese. I puristi del Franco Ossola… fate pace col cervello. La Varesina è a 5km da Varese, “non esiste” (a parte avere una buona società e un mucchio di ex-Varese)

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  4. Mettevi d’accordo tra giornalisti. Altre testate locali dicono che si sta tentando si raccattare a destra e a manca i soldi per evitare penalizzazioni o solo alcune di esse, cosa per altro per niente scontata. Altro che tutto fatto,.. E comunque, se non riescono neanche a racimolare 10K, figuriamoci come possono attirare sponsor o gente che voglia mettere più soldi. Oramai è un barzelletta che non fa più ridere da un pezzo.

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  5. Ma quali soldi dei Catellani… sono anticipi di pagamento di contratti di sponsorizzazione già firmati con la precedente gestione…
    Ma finiamola di prendere in giro i tifosi e diciamo se vogliono o meno il Varese. Dove basterebbero 150.000 euro per mettere la situazione su un binario di normalità sino a fine stagione e intanto trovare altri sostenitori…

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