Basile-Catellani e quell’incontro che può salvare il Varese

Tra gesti di grande cuore (come quello dei Vanoni che spalano il campo) e appuntamenti decisivi. Intanto si teme per il ginocchio di Morao

Ore 8.30 di questa mattina e ai cancelli di Masnago si presenta la famiglia Vanoni pronta a salire sul trattorino per spalare il campo in sintetico “Alfredo Speroni”, dove la prima squadra del Varese da lì a qualche ora si sarebbe allenata. Un altro gesto magnifico e simbolico di chi, gratuitamente visto il debito che il club ha nei suoi confronti, dimostra una volta di più di essere sempre in prima linea per i colori biancorossi.

Restando alla squadra, dopo il rinvio della partita di domani contro il Bra (appuntamento a domenica prossima, ore 14.30 al Franco Ossola), sono due le situazioni che lo staff medico sta tenendo monitorate: la prima è in via di risoluzione, l’altra invece si è complicata. Partiamo da Battistello, che è pronto a rientrare in gruppo martedì e domenica a centrocampo. Discorso diverso per Morao (nella foto), guerriero della mediana biancorossa: l’ex Inveruno ha un problema al ginocchio, martedì la risonanza decisiva; si spera di scongiurare il rischio di fine anticipata della stagione.

Veniamo alla società, nodo cruciale di questi mesi: sarebbe in programma un incontro – finalmente decisivo? – tra i Catellani e il proprietario Paolo Basile. La speranza è che quest’ultimo abbia trovato il modo di andare incontro agli acquirenti, la cui richiesta in sede di trattativa, come ricordiamo, fu quella di avere una fideiussione a garanzia di eventuali debiti ancora non emersi. Se questo incontro andasse a buon fine, il Varese con tutta probabilità sarebbe salvo.
Intanto a inizio settimana la cordata guidata da Diego Andidero e Alessio Russo della Football Agents Academy insieme all’avvocato Stefano Ardizzoia è intenzionata a produrre e spedire a Eugenio Piccolo, legale di Basile, la lettera d’intenti richiesta per poter finalmente conoscere e avere nero su bianco debito e bilanci del Varese Calcio. E questa non sarà l’unica novità di lunedì…

Andrea Confalonieri e Gabriele Gigi Galassi

17 pensieri riguardo “Basile-Catellani e quell’incontro che può salvare il Varese”

  1. Ma spiegatemi una cosa. Siccome una grande parte dei debiti sono delle stagioni in corso perchè i Catellani non chiedono la fideiussione anche a Ciavarrella a Baraldi e a Taddeo? Che in misure diverse a quel debito hanno contribuito?

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  2. Confa oltre a scrivere per lavoro,quanto ci credi veramente?
    A me sembra solo un perdere tempo e prendere in giro i tifosi,qualcuno ha detto,dopo le elezioni spariranno tutti i compratori…

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    1. Magari qualcuno prende in giro i tifosi del Varese, ma perché mai dovrei farlo io che sono un tifoso come loro? Se scompare il Varese, in un certo senso, scompaio anche io. Che diffido soprattutto dei compratori che escono un giorno sì e l’altro pure sui giornali. Certamente se il finanziatore di Catellani non dovesse chiudere dopo essere rimasto in campo tutti questi mesi, sarebbe uno smacco per lo stesso Catellani e io per primo, da tifoso del Varese, mi sentirei un po’ preso in giro perché – per rispondere alla tua domanda – ci ho creduto e ci credo veramente.

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  3. Visto e considerato che Basile mai e poi mai rilascera’ la fidejussione, non e’ il caso che (finalmente) Catellani e soci decidano se comprare oppure rinunciare?

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  4. Ma xchè questo accanimento nei confronti di Basile? Ora di errori ne avrà fatti ma perchè i debiti della Gestione Ciavarrella invece non vengono considerati? La.maggior parte dei debiti verso lo stato (Iva) è stato fatto quando gli sponsor c’erano ed i soldi entravano. Perchè non sono state pagate le tasse?

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    1. Caro anonimo, è proprio questo il punto: l’unico bilancio certificato e depositato dal Varese risale all’anno dell’Eccellenza e si chiude con un attivo. Tu dici che ci sono debiti che risalgono all’Eccellenza, e non sei il primo a dirlo, ma noi questi debiti non li vediamo scritti da nessuna parte. Prova ciò che dici, e se vuole lo provi anche Paolo Basile, mostrando pubblicamente il bilancio dell’anno successivo e poi anche i rendiconti di quello attuale. Oppure dichiarando quello che tu stai dicendo ora sull’Iva non pagata. Se le cose restano anonime o solamente riportate da un anonimo, senza alcuna prova, non hanno alcun peso. Ed è per questo che non ha motivo d’essere la segretezza sui conti e sui bilanci del Varese: non esiste segretezza sui debiti di alcuna società di serie A o, per dire, di squadre come Brescia, Vicenza, Arezzo che sono state o sono in crisi. I giornalisti e i tifosi, ma anche i sindaci, di quelle città scrivono o sanno perfettamente a quanto ammonta il debito, in cosa consiste e da chi è stato fatto: a Varese invece passa dalla parte del torto chi vuole saperlo e avrebbe ragione chi non lo vuole divulgare. Perché?

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    1. Querele di che cosa? È sotto gli occhi di tutti sto teatrino in fin dei conti se la sono suonata e cantata loro perché tutti addosso solo a Basile ma a volte ci si dimentica dell’altro

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  5. Si possono chiudere gli occhi, le orecchie e la bocca e far finta di niente ma è risaputo che ci fossero debiti tributari per circa 60/65K. In più , ulteriori debiti per 20K di bollette e circa 50K per i fornitori. Se si fanno i conti: circa 130/135K. Non male per l’eccellenza. Comunque anche se si volesse negare l’evidenza, Basile non è sollevato dalle colpe, in quanto nessuno lo ha obbligato a prendersi il Varese e a scegliersi come compagno di viaggio il “buon” Taddeo. Però, è ancor più chiaro che è impossibile che sottoscriva una fideiussione (e chi mai gli farebbe da garante) o ancor peggio che venda a intermediari che per “riservatezza” non rivelano neanche per chi lavorano. Partendo dal presupposto che nessuno è obbligato a subentrare in una società decotta, se questi compratori hanno intenzioni serie (cosa di cui francamente dubito) lo dicano apertamente e facciano una semplice operazione: aprano il portafoglio. Al Varese pensare di comprare senza correre alcun rischio, vuol dire aver sbagliato indirizzo.

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    1. Marco ha detto esattamente quello che penso anch’io, se sei un aspirante compratore e non sei convinto che i conti siano quelli che dice il venditore, lasci perdere, oppure apri il portafoglio, ma non puoi pretendere che il compratore rilasci una fidejussione

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