Fallito e retrocesso per tutti ma non per noi: il Varese è duro a morire

IL COMMENTO – C’è un’impresa più grande nella vita di un gruppo che si salvò nel nulla, contro tutti e tutto? Tresoldi e un discorso alla… Soldo. Due domande per Basile. E all’orizzonte c’è Criscitiello

Oggi questa squadra non avrebbe potuto spostare l’asticella ancora un po’ più in là, e vincere la partita che l’avrebbe portata fuori dai playout, perché a un certo punto ha sentito il peso psicologico di avere già oltrepassato ogni limite. Questi ragazzi sono umani, non si può pretendere che tengano sempre la testa attaccata alle gambe o che girino a mille all’ora credendo ciecamente in un futuro che non c’è, o se c’è non si vede: non vedono filtrare neppure la minima luce dallo spiraglio del nulla societario e possono giustamente valutare che sia oro colato un pareggio a Borgosesia (una società serissima tutta pane, salame e competenza; anni di splendidi risultati e bel calcio con giocatori pescati in promozione o appena retrocessi ma rilanciati alla grande; poca spesa tanta resa).

Lo si era già scritto domenica ma dopo tanto lottare viene quasi voglia di arrendersi (in piedi, eh) alla realtà, che invece richiede un colpo di reni per salvarsi. Ma è Paolo Tresoldi a spezzare questo discorso un po’ vittimista e a rivoltarlo come un guanto a favore del Varese, dei giocatori, dei tifosi con alcune delle parole più belle mai sentite.
Parole che sono l’unico e vero regalo di Pasqua al pubblico del Varese (oltre a quello che domattina dopo le 11 allo stadio Maccecchini consegnerà alla squadra). Parole come queste: «Domenica scorsa c’erano 800 persone in piedi per applaudire giocatori e allenatore del Varese sconfitti dall’Olginatese al Franco Ossola dove fino a poco fa arrivavano la Samp, il Toro, il Verona, il Bologna. Oggi c’erano 100 persone in trasferta a metà pomeriggio di un giorno lavorativo e hanno applaudito ancora. Io mi chiedo e vi chiedo: tra qualche mese quanti di noi avranno un posto nel calcio con 800 tifosi che ci applaudono in piedi dopo una sconfitta?».
Tresoldi, o TreSOLDO come lo abbiamo chiamato ricordando l’allenatore del miracolo salvezza dell’88 senza società, non si ferma. «Se retrocediamo diremo che… era già scritto da un pezzo: ce lo dicevano tutti che sarebbe finita così. Ma se ci salviamo verremo ricordati come quei due preparatori, un medico, un fisioterapista, un accompagnatore, un allenatore, ventotto giocatori, il Macce e pochissimi altri che nel 2018, insieme a 800 tifosi, salvarono il Varese. Da soli, nel nulla. Ci può essere un’impresa più bella da raccontare nella vita?».
L’allenatore biancorosso non è un sognatore. È un uomo del Varese che segue il filo della storia. «Il Varese ha un suo dna. Certi finali scritti da pochi che, da fuori, nessuno s’aspetta. Chi avrebbe scommesso sul gol di Damonte al 91’ a Marassi? O su quello di Buzzegoli alla Cremonese quando mancavano dieci minuti alla fine?».

Alla fine Paolo Maccecchini, mentre fa la spola con le tazze di tè caldo per i giocatori, dice amareggiatissimo: «Scrivi che il Macce oggi è triste perché il portiere del Borgosesia ci ha detto che siamo una squadra di falliti. Ma se non sbaglio giochiamo nella loro stessa categoria…». Anche per questo Ferri alla fine arriva quasi alle mani con l’allenatore piemontese Didu e Tresoldi sibila: «La ruota gira».

Della società ci siamo quasi stancati di parlare perché è inutile farlo finché non ci saranno fatti, proposte e atti concreti come avrebbe detto il vicesindaco Zanzi lunedì al telefono con i Catellani. Filtrano altre due notizie: sempre da lunedì, il rappresentante della cordata alternativa ai Catellani, Diego Andidero, non riesce a rintracciare e a parlare con il proprietario Basile. La domanda è semplice: perché?
E perché se Paolo Basile comanda ancora da lontano – lo si vede da queste cose: la firma sui conti è la sua; e le decisioni, anche sui pagamenti dei rimborsi appena effettuati, sono ovviamente sue – non lo fa da vicino, facendosi vedere al fianco della squadra per cui dice di tifare e della società di cui è padrone? Tanto le critiche se le becca lo stesso e in fondo deve comunque arrivarci visto che a cedere il Varese, estromettere possibili acquirenti o portare i libri in tribunale può essere solo e soltanto lui.

Ultime due cose (belle): c’è una foto (la vedete qui sotto) che raduna il momento biancorosso e, per una volta, riguarda un giornalista che ci permettiamo di citare: Damiano Franzetti di Varesenews. Alla fine è rimasto a scrivere con il suo computer sul lettino dell’infermeria, una redazione di fortuna con presa di corrente, bicchierino per il tè e seggiolino nella penombra. Questo è il Varese che si aggrappa anche all’ultimo filo di luce e di speranza. Il Varese che fa il suo lavoro e non muore. Né oggi, né mai.

Infine, domenica 8 aprile nella partita del Franco Ossola contro la Caratese di Criscitiello (cosa c’è di meglio che batterlo e mettere la testa fuori dai playout?) saranno pronte nuove iniziative per sostenere squadra e staff: una maglietta piena d’orgoglio e attaccamento a questi colori che tutti dovranno indossare, una grigliata della curva, un gesto di cuore magari da qualche sponsor. Sarà poco, ma per oggi è tutto.

Andrea Confalonieri

Damiano Franzetti
Damiano Franzetti al lavoro nell’infermeria del Comunale di Borgosesia

8 pensieri riguardo “Fallito e retrocesso per tutti ma non per noi: il Varese è duro a morire”

  1. Caro Confalonieri Lei scrivendo quì questo come altri testi non fa il giornalista perchè questo non è ovviamente un giornale non avendo, credo neanche da parte Sua, nessuna vellietà in tal senso ma un Blog che Lei gestisce e dal quale, è evidente, da subito ha voluto prendere posizioni credendo e appoggiando chichessia basta che non fosse Basile.
    Chiede perchè Basile non sia a fianco della squadra dopo che da 4 mesi si prende Minacce, Insulti, Accuse e quant’altro dopo che ha sì sbagliato, e sopratutto a fidarsi di quella variegata corte dei miracoli che appena ha finito le disponibilità gli ha voltato le spalle in 5 minuti, ma ci ha rimesso tutto quello che poteva e mi sembra già una punizione sufficiente.
    Invece no. Non basta mai.
    Più di 60.000 imprese iscritte in camera di commercio, Presidente di Regione, capigruppo alla Camera, una dozzina di parlamentari altrettanti Consiglieri Regionali e nessuno che ha mosso un dito per aiutare non Basile, ma il Varese Calcio, i giocatori, lo staff, i tifosi.
    Legittimo per carità. Ma non sprechiamo caratteri nella retorica dell’epica del Varese calcio valore del Territorio da salvare.
    Il Varese Calcio è amato dai tifosi (Purtroppo pochi) come Lei e, mi creda, come Basile.
    Ma non è bastato e non basterà.
    È la dura legge dello sport e dell’economia.
    Ma non cercate il nemico dove non c’è…
    Con rispetto .

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    1. “Più di 60.000 imprese iscritte in camera di commercio, Presidente di Regione, capigruppo alla Camera, una dozzina di parlamentari altrettanti Consiglieri Regionali e nessuno che ha mosso un dito per aiutare”

      Aiutare cosa? Una società gestita coi piedi che ha chiesto aiuto solo quando il quadro clinico si è fatto comatoso?

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  2. Non mi esprimo su Basile. Ha colpe evidente ma non è il solo ad averle. Fosse un altro (citiamo uno a caso: Laurenza) venderebbe alla prima testa di legno e si sfilerebbe da una situazione che potrà solo nuocergli. A questo punto indica una conferenza stampa spieghi per filo e per segno tutti i debiti e le offerte che ha ricevuto e se non si smuoverà nulla, porti i libri in tribunale. Aspettare non si sa bene cosa, serve solo per far aumentare il malcontento e attirarsi ulteriori strali.

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  3. Dal mio punto di vista Basile nn merita rispetto. E nemmeno gli amici di merende come il ciccione, Rosa e Ciavarella. ci hanno tutti presi per il culo. Ma intanto noi sprofondano a testa alta. Mentre i nostri vicini comaschi li fanno salire. Guardate il gol di ieri e poi commentate. Da ufficio indagini.

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    1. Momento, Rosa e Ciavarrella credo fossero seriamente ben intenzionati e anche un minimo capaci. Non si fossero tirati in casa altra gente secondo me avrebbero gestito il tutto molto meglio

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      1. ah capiamoci, anche Basile lo ritengo una persona perbene, ma del tutto privo della preparazione necessaria per “fare calcio” da dietro la scrivania. E allorché gli si è dato troppo spazio, ciò è apparso in tutta la sua evidenza

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  4. X Francesco ma tu da quando segui il Varese???? È Pasqua e non voglio infierire ma Basile è indifendibile. xche’ non si presenta ,non dico allo stadio, ma alla squadra, invece da padrone manovra i burattini a distanza impartendo ordini tassativi. Dica finalmente , come dice Giulio, la verità pubblicamente su come è stata amministrata la società e le proposte sulle trattative. Faccia CHIAREZZA e se le colpe sono di altri lo dica pubblicamente. Ma mi chiedo, quando era in minoranza e poi in maggioranza cosa faceva??? DORMIVA??????

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