Varese, c’è da vergognarsi. Tranne che di giocatori e allenatore

La società non esiste, il futuro nemmeno ma  squadra e allenatore s’aiutano anche fuori dal campo: un quartetto di giocatori biancorossi cucina ogni sera in una casa di Biumo e un altro quartetto ha passato assieme la pausa pasquale

La pioggia potrà pure diventare grandine ma, cadendo sul Varese, non riuscirà a far male più di quanto ne abbia già fatto.
Un senso di desolazione e abbandono, d’impotenza totale circonda ogni giorno la prima squadra e l’allenatore ma loro, sul campo e fuori, sono un elogio al coraggio e alla resistenza.
Se non fosse per l’amicizia e la spensieratezza della gioventù non ci sarebbe nulla che obbliga i giocatori ad andare avanti così: la società non esiste, il futuro neppure, ad unirli alla maglia che indossano esiste soltanto il filo del pubblico.
Nulla se non il gruppo, con quella sua unione e quella complicità rafforzate dalle rinunce e dall’assenza di qualunque certezza esterna: i giudizi del passato non contano di fronte ai gesti del presente, e così quando Ferri s’accorge che Tresoldi e i ragazzi (potrebbero essere tutti figli suoi) caricano sulle braccia la porta da spostare nell’antistadio dal campo centrale, arriva di corsa sulla pista e ferma tutti: «Senza di me quella porta non si muove», e scherzando s’incazza per non essere stato chiamato in causa durante l’opera di rimozione.
Nulla se non il piacere di stare assieme. E così nell’appartamento di Biumo dove “Ninni” Bizzi divide un matrimoniale con Paolo Arca, mentre nell’altra stanza Fratus e Ghidoni dormono nei loro lettini, ogni sera si cucina ai fornelli grazie ai generi alimentari con cui le famiglie del quartetto hanno riempito i borsoni dei figli (c’è curiosità, e un po’ d’invidia, per sapere cosa avrà portato il portierino dalla tre giorni passata nella sua Sardegna).
Lo stesso Bizzi, a chi arrivava oggi al campo chiedendo «novità?», rispondeva con un sorriso sarcastico: «E che novità devono esserci ancora?».
Lì accanto, un altro giocatore di cui non è giusto fare il nome si avvicinava al ds Merlin – più la barca affonda, più resiste al suo posto trovando energie insospettabili – chiedendo della segretaria Chicca Bianchi (che non abbassa la testa, non l’ha mai abbassata: per questo a Varese le vogliono bene e l’apprezzano).
«Ho le bollette dell’acqua e del gas», diceva questo giocatore quasi scusandosi e arrossendo davanti a Merlin.
Una scena umile e bellissima perché anche ciò che sarebbe dovuto, tale non è per questi biancorossi: ecco cosa li rende, nel loro piccolo, unici.
Così passano i giorni e, nonostante s’avvicini la fine, ci si allena, si gioca e si va avanti per puro spirito d’avventura. Per scherzo; anche se noi vogliamo credere che molti giocatori siano tornati al campo con i capelli tagliati in vista di un “voto salvezza”. «Una salvezza tutta nostra, la Champions da ricordare per tutta la vita» ha detto l’allenatore.
Si va avanti soltanto perché è bello stare assieme come hanno fatto Zazzi, Morao, Palazzolo e Battistello (praticamente tutto il centrocampo) durante la tre giorni pasquale. Si va avanti per amicizia: perché si soffre meno se ci si diverte, perché se no le cose serie ammazzerebbero anche un toro. E le cose serie dicono che non c’è speranza. Non c’è nulla e nessuno a cui aggrapparsi.
L’acqua degli spogliatoi sotto la curva Sud è fredda da più d’una settimana, ma forse va già ringraziato San Vittore che ci sia ancora acqua a Masnago.
Oggi uno dei migliori calciatori rimasti domandava incredulo se è vero che sabato al Franco Ossola gioca il football americano e, con tutto il rispetto del football americano, com’è possibile che ciò accada sul campo che meno di 24 ore dopo ospiterà una partita della prima squadra del club che gestisce lo stadio (non si poteva farli giocare prima di una trasferta o in uno degli altri 364 giorni dell’anno?).
La risposta è semplice: ma quale club? E perché stupirsi di un fatto che ai tempi di Sogliano e Milanese avrebbe provocato ben altro moto d’orgoglio (eufemismo).
Intanto piove e pioverà fino alla fine, quando – comunque vada – ci ricorderemo di chi, salvezza oppure no, avrà rappresentato da solo la maglia e la storia del Varese.
Ce ne ricorderemo finché la pioggia si sarà trasformata in grandine, magari pure in neve, prima di ridarci una società seria, vera, umile, preparata, leale e, soprattutto, rispettosa delle regole e delle persone.
Se oggi c’è da vergognarsi ad essere del Varese, non fateci vergognare ancora di più.
Andrea Confalonieri

14 pensieri riguardo “Varese, c’è da vergognarsi. Tranne che di giocatori e allenatore”

  1. Non capisco come mai Aspem/enel non si rifiutano di erogare acqua e corrente pur sapendo che non prenderanno un centesimo..Non vorrei che alla fine (come sempre )paga pantalone ossia la comunità

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  2. Andrea una sola mi piacerebbe sapere come mai tutto questo silenzio assordante intorno al Varese? Che fine hanno fatto i Catellani, ho appreso che sarebbe stata consegnata una proposta a Basile è vero?

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  3. al di la’ di colpe e colpevoli fa una tristezza e una rabbia incredibile vedere la societa’ fallire e probabilmente sparire nell’indifferenza totale della citta’ ( a parte noi 1.000 tifosi), capisco il buco pesante,pesantissimo ma in tutti questi mesi ( praticamente dall’addio di Taddeo prima giornata di andata) non c’e’ stata una sola proposta seria, un solo imprenditore (escluso Maccecchini) che abbia dato dispnibilita’ a dare una mano ( una sponsorizzazione?), niente di niente, troppo pochi quelli a cui interessa questa squadra

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    1. Quando uno fa (per dolo o negligenza) terra bruciata attorno a sé, poi è dura che qualcuno si preoccupi della bagnarola che affonda

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  4. Da uno sguardo sommario dato alla Prealpina di oggi, ho letto che lo sponsor principale della squadra di basket cittadina intende raddoppiare per il prossimo anno la già cospicua cifra offerta finora. Nei giorni scorsi, per caso, dal sito della Varesina ho visto che gli sponsor sono addirittura 69 ( tra piccoli e grandi). Ciò vuol dire che il territorio è interessato ad offrire aiuti in cambio di pubblicità alle società SERIE. Penso ancora una volta, considerato che la società Varese calcio sembra ormai defunta, che il futuro, se di futuro si può parlare e se questo sport n città interessa a qualcuno, che tutti gli attori interessati, sindaco in testa, debbano incentivare il trasloco della piccola Varesina a Masnago. Sono convinto che la proprietà sia disponibile e che intorno a loro, vista la serietà dei progetti, potrebbero attirare altri e nuovi soggetti disponibili far parte della società per avviare una ipotesi di risalita.
    La Spal, solo pochi anni fa, è rin….ata così…

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  5. dovrebbe quanto meno cambiare nome e chiamarsi Varese, non credo si possa fare e non so se gli attuali proprietari della Varesina sarebbero d’accordo. sicuramente tenere una prima squadra a venegono con 200 spettatori in d non ha molta logica, d’altro canto trasferirsi a Varese vorrebbe dire impegnare un budget più importante, insomma non mi sembra cosi’ facile

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    1. “tenere una prima squadra a venegono con 200 spettatori in d non ha molta logica”

      Sei sicuro? In Serie C, ormai da anni e con risultati non trascurabili, ci sono Giana Erminio e Renate.

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  6. PQ 59 sono d’accordo con te al 100%
    La Fam. Di Caro con la loro consolidata realtà sono la soluzione migliore in assoluto. Ci garantirebbero serietà buona solidità economica e un FUTURO NEGLI ANNI.
    So per certo che sanno benissimo che dovranno cambiare nome, colori sociali e campo della prima squadra.

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  7. Devo dirvi la verità grande rispetto x la varesina dei di caro e forse un po’ di invidia del loro progetto… ma fondamentalmente mi stanno sui coglioni per lesa maestà al Varese

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  8. Attenzione a Solbiate mollarono tutto dalla sera alla mattina andando a Venegono lasciando la Solbiatese in braghe di tela… Sappiamo tutti che fine ha fatto la Solbiatese…. Sparita
    Quindi stiamo attenti ad affidarci a queste persone, con tutto il rispetto per le loro attività
    , ma i casi Cairate e Solbiatese non sono bei precedenti. Meglio ripartire dalla terza categoria ma con un Progetto e Gente SERIA COME MACCECCHINI!!!!!

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