Ormai non è più tempo di segretezza: Fabrizio Berni, compra il Varese o fai un passo indietro

Lunedì l’incontro tra il finanziatore dei Catellani e Paolo Basile: ecco perché non avevamo mai fatto il suo nome e adesso invece lo facciamo. Intanto è scongiurata la chiusura delle utenze allo stadio

Partiamo dalla cosa più seria, visto che riguarda anche centinaia di ragazzini che si allenano allo stadio, oltre alle loro famiglie: abbiamo scritto che all’inizio della prossima settimana la fornitura delle utenze del Franco Ossola avrebbe potuto essere nuovamente interrotta per inadempienza nei pagamenti delle bollette (l’acqua era già stata staccata a febbraio). E lo abbiamo scritto perché fino a ieri sera era questa la notizia sulla bocca di chiunque si trovasse al Franco Ossola, dove quotidianamente siamo presenti anche noi. Ebbene, c’è stato uno sviluppo importante: il Varese Calcio avrebbe offerto delle garanzie e, di conseguenza,  ricevuto l’assicurazione che nessuna utenza verrà bloccata. Un piccolo segnale nel mare della crisi, ma è già qualcosa.
Come importante (non usiamo il termine decisivo per evitare nuove disillusioni) sarà l’incontro di lunedì tra Paolo Basile e l’investitore dei Catellani che, negli ultimi giorni, si è esposto in prima persona come mai aveva fatto, se non in occasione dell’unica riunione tra le parti avvenuta ormai due mesi fa a Lugano.
Non sappiamo se tutto ciò sia dovuto all’accelerazione delle trattative con l’imprenditore francese che opera nel campo dell’energia, commercializzando gas (le referenze di quest’ultimo sono sul tavolo di Sandro Orsi, commercialista di Basile; e viceversa la situazione contabile del club è in mano all’uomo d’affari settantenne originario della zona di Parigi) o con la cordata dei piccoli imprenditori romani. Ma sappiamo che ormai non ha più motivo d’esistere la segretezza sull’identità di questo imprenditore. Che si chiama Fabrizio Berni, un nome che grazie al marchio (poi passato di mano) fondato dal padre Franco è sulle tavole degli italiani con sottaceti, condiriso e non solo; da qualche anno l’attività di Fabrizio Berni è invece riconducibile alla finanziaria con sede a Lugano che opera soprattutto in campo immobiliare anche all’estero.
Questo blog è nato per dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità e allora vi spieghiamo perché è la prima volta che facciamo il nome di Berni.
Perché non lo abbiamo fatto sinora?
Semplice: perché è stato chiesto ai giornalisti che seguono il Varese di mantenere fede a un patto d’onore e di riservatezza legato al suo nome per il buon esito della trattativa legata all’acquisizione del club, patto mantenuto da quasi tutti fino a oggi (se fosse esistita una sola possibilità in più per salvare il Varese in crisi nera nessuno sarebbe stato così pazzo da gettarla al vento per uno scoop o per fare il primo della classe).
Perché ora, invece, il suo nome lo facciamo?
Perché siamo arrivati al dunque e la riservatezza di Berni, dopo aver verificato e riverificato i debiti al culmine di un’estenuante attesa, non ha più motivo d’esistere.
I Catellani erano e restano intermediari, ma adesso tocca solo a chi ci mette i soldi firmare l’acquisto del Varese o fare un passo indietro, spiegando perché.
A tal proposito, è giusto rispondere alla domanda che i ben informati ci stanno facendo da tempo e cioè: perché mai dopo essersi avvicinato ad altre società e non avere concluso, stavolta l’imprenditore emiliano dovrebbe farlo proprio con il Varese? Risposta: perché in tutte le altre occasioni non era presente al suo fianco la famiglia Catellani, e in particolare Sauro, verso cui nutre cieca fiducia e rispetto totale.
Per finire ci permettiamo di rivolgere un consiglio-appello a Fabrizio Berni, la cui potenzialità economica per sostenere il Varese almeno in questa categoria – dove servono progetti, più che milioni – è fuori discussione (qualche anno fa fu sul punto di salvare la Reggiana): se nell’incontro previsto lunedì convincerà Basile chiudendo la trattativa e salvando i biancorossi dal possibile fallimento, storia e pubblico se ne ricorderanno, e non solo per un giorno; se invece non lo farà, potrà spiegare – guardandoci negli occhi, visto che ormai siamo usciti allo scoperto – le motivazioni alla base della decisione finale.
Finalmente possiamo scriverlo: Fabrizio Berni, se vuoi il Varese prendilo ora oppure fai un passo indietro. Anche per salvaguardare il nome dei Catellani, rimasti sul campo per tanto, troppo tempo con il cerino in mano…
Andrea Confalonieri e Gabriele Gigi Galassi

6 pensieri riguardo “Ormai non è più tempo di segretezza: Fabrizio Berni, compra il Varese o fai un passo indietro”

  1. Tanto per cominciare, trovo indegno d’una persona che ha commesso qualche volta, lo ammetto, delle cosette abbastanza graziose, mettersi a fare giochi di parolette del genere, tanto più su di una persona rispettabile ed anche molto suscettibile.
    Simili considerazioni potrebbero forse trovar spazio in una conversazione da bar, o tra amici, in una stanza. Ma sarebbero assolutamente indegne di trovare albergo sulle reti televisive e sui siti internet.

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  2. Certo a tutti i tifosi interessa salvaguardare il nome di Sauro Catellani e figlio. Lo stesso Sauro che con altri imprenditori ha provato a prendere lo Spezia e la Carrarese con trattative serissime che guardacaso non sono mai andate in porto. Lo stesso Berni che a Reggio Emilia si attorniava di soci strani di cui si aspettano ancora i versamenti. Gente serissima, speriamo che vada in porto così il loro buon nome sarà salvo.

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