Terzultimi in serie D, senza società ma sotto gli occhi di Catellani (NELLA FOTO): siamo morti, Sauro?

Ci mancherebbe anche se non lo avessimo mai conosciuto.

Amiamo il Varese e non vogliamo perderlo. 

Un altro amore non è possibile. 

Terzultimi. In serie D. Senza società. Con un pubblico e una squadra che danno tutto ma sembrano impotenti.
Eppure non è finita: possiamo farcela.
In una finale playout possiamo farcela; in trasferta, magari già sconfitti sulla carta, possiamo farcela. Alla Varese: quando non ci crede nessuno, all’ultimo soffio di vita.

Forse sarebbe il caso di «voltare pagina e iniziare a riparlare del Varese a giugno» (parole che arrivano dall’alto, molto in alto), quando qualcosa accadrà veramente, ma non ce la facciamo proprio.
Abbiamo deciso di restare sul campo a giocare, e giochiamo fino alla fine.

Diciamo la verità: non sappiamo a che santo votarci. Le abbiamo provate tutte ma continueremo a farlo: chiunque salvi il Varese, avrà il nostro rispetto.

Non siamo d’accordo con una parte del pubblico biancorosso (che comunque è favoloso, come potete vedere nel video in fondo all’articolo registrato dopo il gol di Battistello a Seregno) quando dice «Catellani e il finanziatore Fabrizio Berni non li vogliamo», «l’imprenditore francese del gas Jean-Marie Pironnet e la sua Clematis Energy non li vogliamo», «Di Caro e lo Scoiattolo non li vogliamo», «Vavassori non lo vogliamo»: a furia di dire no, chi salva il Varese? L’anticonf@rmista, Gigi Galassi o il Confa non bastano…

Ragazzi, la verità è crudele ma molto semplice: non c’è da fare gli schizzinosi con chiunque arrivi a mettere una pezza, comprando la società e coprendo debiti fatti da “noi” o per le “nostre” smanie di grandezza. Quindi è inutile dire “no” a prescindere, pretendendo chissà quale verginità o purezza: discutiamo con tutti, e poi vediamo.
La puzza sotto il naso non possiamo permettercela. Al massimo devono averla i compratori nei confronti del Varese. A meno che si voglia ripartire da zero e dal basso, molto in basso: ma questo è un altro discorso.

Oggi abbiamo visto Sauro Catellani (sopra nella foto) salire i gradoni dello stadio Ferruccio di Seregno (lui che usciva dal tunnel di San Siro), fumare e camminare avanti e indietro in cima alla tribuna per 96 minuti, da solo come un’anima in pena come anime in pena siamo noi con il nostro Varese a un passo dall’Eccellenza e dal fallimento: possibile che l’abbia fatto solo perché costretto o consigliato chissà da chi?
Possibile che non ci fossero passione, partecipazione, sofferenza e desiderio in quei chilometri macinati su una gradinata di periferia alla stessa ora in cui si giocava Milan-Napoli a un pugno di chilometri di distanza?
Possibile che sia venuto a vedere il Varese perdere e farsi sorpassare al terzultimo posto dal Seregno così, tanto per rovinarsi la domenica?

Chi crede nel Varese come noi ma, da lontano, forse con più angoscia di noi ha detto: «Sul campo la squadra e il pubblico lottano per la sopravvivenza e ora hanno bisogno di un segnale per continuare a lottare. Un segnale che però è sempre rimandato. Anche se Sauro era lì a soffrire, e questo fa ben sperare per domani. Ma le parole a questo punto sono finite. È già stato detto tutto, manca solo la parola fine».

Domani Fabrizio Berni, l’imprenditore dei Catellani, incontra Paolo Basile e ci aspettiamo un sì o un no. Il pubblico e la storia del Varese meritano una risposta definitiva dopo mesi d’attesa, basta una sillaba: meglio andare a morire da soli, come stiamo facendo, che continuare a illudersi dell’arrivo di un messia che non arriva mai.

Qualcuno se la prende con Tresoldi (perché non ha fatto le barricate sull’1-0? Perché ha tolto Zazzi? Perché qui e perché là) ma anche se ci fossero stati in panchina assieme Rolando Maran, Beppe Sannino e Peo Maroso – Virgilio, perdonaci – con una squadra che in attacco è più debole del Seregno e di chiunque (se non hai punte come fai a fare gol?), oggi il Varese non ce l’avrebbe fatta.
Chi è rimasto sul campo sta dando tutto per puro spirito di bandiera, Tresoldi in primis. Se volete qualcun altro, iniziate prima a pagare chi – come lui e i suoi ragazzi – non è scappato e continua a lavorare non certo per se stesso o per le sue tasche.
Remiamo in pochi sulla stessa barca senza comandante, perché farci male da soli?

A proposito di tifosi: oggi è stata lanciata una torcia all’interno dello stadio dopo il 2-1 del Seregno, provocando l’uscita degli ultrà biancorossi alla ricerca dei “colpevoli” che, secondo qualcuno, sarebbero i canturini pronti al derby di basket con Milano del PalaDesio, poi vinto dall’Olimpia 98-93. Leggenda o verità? Per ora è l’ultimo dei problemi.

Andrea Confalonieri

 

5 pensieri riguardo “Terzultimi in serie D, senza società ma sotto gli occhi di Catellani (NELLA FOTO): siamo morti, Sauro?”

  1. Per me ripartire da molto in basso non è un tabù. Lo sta facendo l’Ancona (pardon, l’Anconitana, che ne ha passate anche peggio di noi), non vedo perché per noi si debba escludere.

    La vera puzza sotto il naso per me è quella di certi tifosi (troppi) che schifano a priori soluzioni che non prevedano (anche solo a parole) “la Serie B in <5 anni”, lo stadio nuovo, il Varesello e idiozie consimili. Dei tifosi che vogliono solo il tycoon di turno (vero o presunto che sia) e che si s**ano brutalmente sugli almanacchi di un’era geologica fa illudendosi di essere ancora a cinquant’anni fa. È questo distacco dalla realtà che va combattuto. Varese non è Venezia, non avrà mai un Joe Tacopina che ti prende dalla D e in tre-anni-tre ti porta ai playoff per la A. Meno che meno per rimanerci.

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  2. Insomma “o Francia o Spagna purché se magna”. Visto che siamo al disastro, perché non provare altri cialtroni che ci riempiano di balle? Tanto al peggio, nno c’è mai fine.

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    1. Varesesport dice che è saltato l incontro di oggi tra Basile e BERNI guarda un Po che caso, direi che potrebbero aggiornarci verso venerdì dando per certo un ‘ imminente chiusura della trattativa…e voi giornalisti che credete alle balle di questi cialtroni , innanzitutto il signor Catellani dovrebbe togliersi dalla carica di presidente del Varese visto che col Varese non c entra proprio un cazzo se non per averci rifilato quattro bidoni in solo colpo, de carolis pedrabissi filomeno e ba, gente che faticherebbe a giocare anche in prima categoria e con la quale dovremmo chissà come salvarci…mi risulta che abbia messo più soldi il genoma esplosivo nell’ ultimo anno di b che il distinto sig Catellani, basta dare credito a questi pagliacci

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  3. Altri 3 giorni di totale assenza di notizie. Poi come al solito vi leggeremo il venerdì per l’annuncio del prossimo lunedì decisivo. Ma, una domanda per voi dell’anticonfarmista: ieri allo stadio avete parlato con Catellani o gli avete soltanto fatto una foto di spalle? Se si, cosa vi ha detto?

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