«Da Pescara a Voghera per il Varese. Perché questa squadra è una splendida follia»

Federica Rogato in auto dall’Abruzzo alla finale salvezza: «Ai biancorossi tutto può succedere, sempre. Questi ragazzi sono arrivati fin qui e non me lo sarei mai aspettato. Tre nomi? Bizzi, Ferri, Palazzolo»

Ci sono i processi e le polemiche, e ci sono le cose vere. Seicentocinquanta chilometri dalla sua abitazione al Franco Ossola, grandine dopo Forlì, tutto per esserci oggi a Voghera in mezzo ai tifosi del Varese. Perché dieci mesi in biancorosso per qualcuno potrebbero essere pochi, ma per Federica Rogato sono indimenticabili. È il Varese: restano dentro le persone, le cose estreme, le difficoltà.
Federica, sono cinque mesi che te ne sei andata: come mai ti rivediamo qui?Ovviamente sono venuta a tifare Varese. L’idea di non vedere la partita decisiva della mia squadra mi faceva davvero uscire fuori di testa. E allora ho preso la macchina e ho detto “si va”.

Cosa ti manca di più del Varese?L’appartenenza, il caos e la sensazione che tutto può succedere. Sempre.

Pensavi di ritrovare il Varese nello scontro salvezza per non retrocedere in Eccellenza?

Vi sorprenderò: la mia risposta è no. Perché credevo che fin qui non saremmo mai arrivati. Credevo che avrebbero alzato bandiera bianca e invece i ragazzi hanno dimostrato di avere più carattere di quello che pensavo e non hanno mollato di un centimetro.

Tu che questi ragazzi li conosci, cosa diresti se potessi entrare nello spogliatoio prima del fischio d’inizio?Walt Disney diceva “se puoi sognarlo, puoi farlo”: io credo che ciascuno di loro ha passato notti insonni per trovare una soluzione. E so che il loro sogno è salvare questa squadra.

Tre nomi per oggi.

Bizzi, Ferri, Palazzolo. Perché Bizzi è quello che all’inizio è stato più denigrato ed è quello che maggiormente ha tratto vantaggio da questo scontro a fuoco. Ferri perché è il capitano: lo ha sempre dimostrato nello spogliatoio, figura fondamentale in campo e ha il compito oneroso di tirare fuori il meglio dai suoi compagni. E che dire di Palazzolo l’uomo mercato richiesto da mezza serie C? Ha preferito scegliere col cuore.

Dove vedrai la partita e perché. 
Nella tribuna riservata agli ospiti insieme a quelli che sono diventati i miei più cari amici, perché Varese e il Varese sono soprattutto questo.

Arrivi da Pescara apposta per questa finale: cosa ti aspetti?
Mi aspetto la passione che ci contraddistingue. Mi aspetto quel fuoco che in questi mesi non ha mai smesso di ardere. E sto parlando dei tifosi questa volta.

Hai visto cosa è successo a Tresoldi?
Gli avevo detto che sarei venuta a vedere la partita per tifare Varese. Ma il calcio è fatto di attimi: mister ti dico vieni con me a tifare oggi.

Capitolo società: dobbiamo dire qualcosa?
Dobbiamo pensare solo alla partita di oggi.

E se il Varese non ce la facesse?
Applaudirei questi ragazzi finché le mani mi faranno male.

Se ci salviamo, a chi andrebbe dedicata?
Andrebbe dedicata a tutti coloro che portano in se stessi lo spirito del Peo.

Andrea Confalonieri e Gabriele Gigi Galassi

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