Cara Varesina, ricordati che è tutto scritto

Mentre a Varese il sindaco Galimberti (giustamente) chiama una rappresentanza della tifoseria a presenziare all’incontro di martedì in Comune con Fabrizio Berni, domani la società della famiglia Di Caro si gioca la salvezza a Casale. Noi ci saremo, e tiferemo Varesina

A Varese non c’è nulla di nuovo o di bello da segnalare se non l’ottima mossa del sindaco Davide Galimberti: visto che la società e la squadra sono della città, soprattutto ora che rischiano di morire in Eccellenza, il primo cittadino ha deciso di ospitare una rappresentanza della tifoseria (ci sarà la curva ma anche Passione Biancorossa e non solo: in tutto dovrebbe trattarsi di cinque persone) all’incontro di martedì alle ore 12 in Comune con Fabrizio Berni, mediatore della holding che tratta da tempo l’acquisto del club. Massima trasparenza, chiarezza e limpidezza assolute, dunque: chi vuole il Varese, chiunque sia, deve mettere le carte in tavola prima di tutto davanti ai tifosi e alla città.

Domani alle ore 16, intanto, una squadra che società forte e proprietà serissima le ha sempre avute gioca lo spareggio salvezza per difendere il posto in serie D: è la Varesina che a Casale può solo vincere (in caso di parità al 90′ si disputano i supplementari: se persiste il pareggio anche al 120′, a salvarsi sono i piemontesi. Biglietti acquistabili dalle 14: si va dai 15 euro della tribuna coperta ai 10 di gradinata coperta e scoperta riservata agli ospiti).

L’anticonf@rmista sarà presente e seguirà la partita del Natale Palli con diretta e commenti sia per sostenere nel momento decisivo una realtà del territorio che è un esempio di professionalità e raduna 500 ragazzi (moltissimi varesini: indimenticabile l’applauso di tutto il pubblico del Varese al giro di campo del vivaio rossoblù durante l’ultimo derby giocato a Venegono) ma anche perché la famiglia Di Caro è stata capace di costruire, sia dentro che fuori dal campo, un piccolo grande capolavoro.

Quest’anno alla prima squadra non è andata benissimo ma, a differenza di ciò che succede quasi ovunque nel calcio, sia Max che Matteo Di Caro hanno ammesso gli errori e chiesto scusa a chi ha sofferto per le loro decisioni, eppure nonostante questo sono arrivati a giocarsi tutto con alcuni aspetti unici e fondamentali.

1) Lo spirito che ha sempre accompagnato loro e la Varesina, che si può riassumere in questa frase: quando vedono la morte in faccia, reagiscono (le parole sono quelle usate tempo fa da Francesco Inguscio, giornalista della Prealpina).

2) La fotografia che vedete sopra al titolo in cui Max Di Caro bacia nonna Ebe oltre la rete: secondo chi l’ha scattata, e cioè Enrico Scaringi, «è l’espressione più bella di affetto che abbia mai fotografato; è una bacio che trasmette il dono della maternità e che riceve gli insegnamenti protettivi della vita. Un bacio, direi, testimone dei valori che hanno reso forte la famiglia Di Caro. Per me il segreto della vita sta proprio in quel bacio».

2) «Anche se è stata un’annata difficile e complicata – dice oggi Max Di Caro – abbiamo la possibilità di scrivere un altro pezzo di storia di questa piccola società (ricordiamo che il Casale, oltre all’antichissima epopea in A con il famoso scudetto, e quella in B, ha partecipato 50 volte ai campionati di terza e quarta serie).  Queste partite non le vince la squadra più forte ma quella che ha più fame e una forte unità d’intenti; comunque vada la Varesina diventerà ancora più forte perché avrà imparato qualcosa di nuovo, soffrendo e lottando, come è scritto nel suo Dna. La vittoria, alla fine, è sempre nel cuore di chi lotta».

3) L’allenatore Spilli recupera tutti, compresi Willy Osuji (si deciderà all’ultimo se schierarlo titolare), Marco Giovio e Lorenzo Franzese (sta meglio ma non potrà essere in campo dall’inizio). In avanti il tecnico ha ampia scelta: Shiba sarà la punta centrale del 4-3-3 con Caldirola e Broggi (o Giovio; ma il primo, classe ’98, era stato protagonista di una splendida partita contro il Varese).

Al di là della formazione, conterà lo “spirito Varesina” e cioè quella cosa che noi, a Varese, definiremmo in tre parole: “È tutto scritto”. Chi se lo fosse scordato può riguardare il ritaglio di giornale che è ancora appeso al Comunale di Venegono (foto sotto).

Andrea Confalonieri e Gabriele Gigi Galassi

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3 pensieri riguardo “Cara Varesina, ricordati che è tutto scritto”

  1. Io spero che la Varesina si salvi e che Berni prenda una decisione anche se sono convinto che si divincolera’ e il Varese fallira’ col suo debito gigantesco!

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