GIANCARLO GIORGETTI, È TUTTO SCRITTO

Il sottosegretario del governo Conte come lo abbiamo conosciuto noi, senza filtri, da primissimo tifoso del Varese. Dai giri in barca sul lago alla cotoletta della Bottega Lombarda. E poi l’urlo di Bolzano, le lacrime in curva al Piola, le telefonate all’amico Scapini e papà Natale (in foto). Quando Sannino tornò a Varese nel 2008 dopo tanti anni chiese: «C’è ancora l’onorevole?»

Giancarlo Giorgetti è il sottosegretario del governo Conte, qualcuno lo paragona a Gianni Letta (noi lo paragoniamo solo a suo padre Natale) e qualcun altro dice che adesso è uno degli uomini più potenti d’Italia ma tutto questo e la politica, in questo articolo, non c’entrano e neppure ci interessano. A noi interessa l’uomo, il varesino di lago e palude profondamente innamorato della sua terra, uno dei primissimi tifosi del Varese con cui ne abbiamo passate tante, e tante altre ne passeremo ancora. Il nostro Giorgetti è questo, e lo scriviamo senza filtri, come non ne ha lui con chi lo conosce davvero. Sempre che riusciate a trovarlo…

Giorgetti da Vespa: «Mio papà mi ha insegnato che quando l’arbitro fischia la fine gli si stringe la mano».

Giorgetti che rema in barca sul lago di Varese tra i canneti dove lo portava suo papà pescatore, papà che insieme a mamma Angela lo ha fatto essere quello che è, uomo di lago e di palude. Giorgetti che dall’ottobre 2013 allo stadio Franco Ossola non occupa il posto in tribuna dove si è seduto per tutta la vita il suo papà, ma quello vicino. Perché nel posto di papà Natale c’è ancora e per sempre papà Natale (in foto, insieme, con la maglia del centenario nel giorno della promozione in serie B).

Giorgetti e la Palude Brabbia, Giorgetti e la cotoletta alla Milanese della Bottega Lombarda di Bodio Lomnago.

Giorgetti che quando fanno fuori mister Tresoldi a due giorni dalla finale salvezza di tre settimane fa non sa «se ridere o piangere».

Giorgetti riflessivo, sarcastico, acuto, visionario e tutto ciò che volete anche se veramente incazzato l’abbiamo sentito solo una volta, nel dicembre 2015: «Il governo ha appena tagliato dalla legge di stabilità i fondi per l’accompagnamento dei disabili. Dovete scriverlo grande così sulla prima pagina del giornale!».

Giorgetti in curva al Piola di Novara per la finale salvezza della serie B 2014, Giorgetti da abbracciare fino alle lacrime al secondo gol di Pavoletti, Giorgetti che urla come nemmeno a un gol sulla traversa colpita dai piemontesi al 92′ nella penultima giornata della stagione regolare, stessa curva stesso Piola, perché quella traversa e quello 0-0 aprirono davvero le porta alla salvezza.

Giorgetti che non si fa annunciare da nessuno, entra spesso dal retro e si siede nell’ultimo posto in fondo, in disparte.

Giorgetti che un minuto dopo la retrocessione del Varese in Eccellenza telefona a Giorgio Scapini, il mago del vivaio e dei giovani, per farsi raccontare tutto perché il cuore e gli occhi di Scapini sono il suo stesso cuore e i suoi stessi occhi.

Il vero Giorgetti anticonf@rmista: costringe a tifare gialloverde anche se lui, e noi, siamo solo biancorossi.

«Splendida giornata di sole – disse Giancarlo una volta, in un’occasione speciale, guardando il cielo blu e i contorni nitidi del Sacro Monte che si fondevano nei gradini stracolmi di biancorosso – perché papà Natale, in tutto quel blu, voleva vedere bene la partita».

Il messaggio di ogni 25 dicembre a Giorgetti: «Giancarlo, auguri. Anche perché Natale per te e per noi non significa solo il Natale ma molto di più».

Giorgetti e lo sport preferito: i tornei giovanili, le squadre Primavera, la rete di pallavolo dove gioca sua figlia, le corse sulla ciclabile del lago, le uscite sulla barca a remi dei pescatori.

Il commento di Giorgetti, fulminante in due parole, all’arrivo di Cassarà presidente biancorosso, quello dei cori ultrasonori e del genoma esplosivo: «Oronzo Canà».

Biasibetti, Moretti, Frontini e Giorgetti
Biasibetti, Moretti, Frontini e Giorgetti

Giorgetti che in Alto Adige, al gol più imprevisto e miracoloso della storia (Bernardini al 94′, 10 maggio 2009) con quelli di Buba, urla e salta come un bambino prima di abbracciare Pietro Frontini e Ottavio Biasibetti, soprattutto Ottavio che quell’abbraccio è andato poi a darlo a papà Natale, nel cielo blu di un giorno come questo. «Ah, Giancarlo, lo sapevi che era già tutto scritto nel 2009».

Non ha una pagina ufficiale, non usa i social, non cinguetta (al massimo filosofeggia), non ha un addetto stampa. Giorgetti al massimo ha una pagina Fan.

Giorgetti e il più bel Varese della storia, bello per lui, bello per sempre, bello perché ci faceva ancora sognare il futuro: «La Primavera di Devis Mangia! Non ho mai visto giocare così bene una squadra del Varese».

«Chi vuole tutto subito o non ottiene nulla o perde in fretta quello che ha guadagnato».

Giorgetti sull’ultimo anno biancorosso: «Ridicolo». «Surreale». «Pazzesco». «Che commedia». «Senza passare da un fallimento non so se entra qualcuno serio» (quest’ultima frase è dell’autunno scorso).

Giorgetti che per prima o ultima cosa quando si parla del Varese chiede: «Ma Sogliano cosa dice?».

Narra la leggenda che all’ex presidente federale Carlo Tavecchio, quando due estati fa si ventilava la fusione del Varese con lo Sporting Bellinzago per ottenere il balzo in serie C con lo “Sporting Varese”, Giorgetti abbia detto: «Carlo, non scherziamo…».

Giorgetti e il nemico sportivo numero uno: la squadra di basket della Montepaschi Siena targata Minucci. Che ossessione quegli scudetti conquistati con un inganno contabile ed economico (infatti due vennero revocati) ai danni di chi invece usava solo armi pulite come i suoi Indimenticabili della Pallacanestro Varese.

«Se prima non prendi una sberla, non puoi risorgere»: vale per il Varese e, forse, anche per Varese. Come quella dote di «saper portare le stelle dalla tua parte».

«La mia sciarpa del Southampton è biancorossa e la metto anche a trenta gradi».

«Il Varese non è una favola» (che somiglia molto a «il Varese è una cosa seria» detto da Sean Sogliano il giorno della primavera 2011 in cui se ne andò).

Guardando il ds Giorgio Scapini assorto nei suoi pensieri, un giorno chiedemmo a Giancarlo di svelarci qual era la cosa a cui stava pensando. E Giancarlo rispose: «Una cosa che inizia per N e finisce per A». Neto Pereira. Icona, capitano, guida, bandiera.

Radici, attaccamento, rito, leggerezza, memoria, presenza. «Per me una soddisfazione è vedere Sannino tornare sulla panchina del Varese dopo quasi 5 anni e chiedere al custode dello stadio: “Ma c’è ancora l’onorevole?”».

Il Varese e Giorgetti, quasi gocce sul marmo, al massimo scie da seguire. Prima delle cose importanti lui dice sempre «accadrà ciò che deve accadere». È tutto scritto.

Giorgetti e il primo amore che non si scorda mai e adesso è lontano. Ma non è mai finito: fa solo dei giri immensi e poi ritorna.

Andrea Confalonieri

21 pensieri riguardo “GIANCARLO GIORGETTI, È TUTTO SCRITTO”

  1. http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/05/27/news/elena-l-ex-morosa-divenuta-braccio-destro-1.16891130
    “Il giorno degli arresti è stata intercettata mentre scendeva dall’aereo all’aeroporto di Milano. I finanzieri in borghese l’hanno seguita mentre si dirigeva a Varese, da un altro che poi finirà in manette:
    Marco Suardi. I due si trovano allo stadio di Varese, dove lui sta per partecipare a una riunione che riguarda la società calcistica. A quel punto gli uomini delle Fiamme gialle escono allo scoperto e fanno scattare le manette per entrambi. ”

    Io direi che è tutto ok

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  2. https://www.ilgazzettino.it/pay/padova_pay/vazzoler_affari_con_le_cooperative-3769426.html
    “Spunta un nuovo filone di indagini sul dentista finanziere, Alberto Vazzoler. L’uomo d’affari di San Donà di Piave, avrebbe riciclato denaro sporco per dieci persone legate a filo diretto con alcune cooperative. Insomma altri suoi probabili clienti, finiti iscritti nel registro degli indagati dalle procure di Genova e di Bergamo per reati tributari. Ma gli inquirenti stanno indagando anche sulla cessione del Varese calcio.”

    Stanno pure indagando signori, aspettiamo fiduciosi.

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  3. Non continuate a dare notizie inesatte e false,prima di esporsi a commenti inutili bisogna conoscere le cose come stanno…poi eventualmente si giudica.

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  4. va bene le coincidenze pero’….due persone ricercate per riciclaggio si trovavano vicino allo stadio, giusto quando Basile ( residente in svizzera, titolare di 1,3 mln di euro di debiti) incontra Berni ( imprenditore con interessi in svizzera, a capo di una non meglio definita holding con soci non meglio definiti) per trattare il passaggio della societa’…….alla fine commentiamo solo quello che leggiamo sui giornali, dai , via le fette di salame dagli occhi….

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  5. ma poi, firmano o per non meglio precisati motivi , rinviano a fine settimana? ma soprattutto chi e’ la guest star del concertone di meta’ giugno?

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  6. A Modena uno certo Sig. Taddeo l hanno cacciato prima che cominciasse le trattative per l acquisto. nonostante fosse disposto a mettere bei quattrini.a Varese sono benvenuti cani e porci e chi osa avanzare qualche dubbio la risposta è andate a vedere il Como ?

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    1. Letto, eee? È l’articolo che fa più domande che risposte – “forse, probabilmente, un’ipotesi” …. blabla. Se fosse vero non andrebbe a fine l’acquisto delle quote.

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  7. Anticonfarmista, ma perché scrivete un articolo ogni morte di papa? Capisco che non ci siano novità ma forse si potrebbe pubblicare un piccolo aggiornamento a fine giornata…

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