Il Milan B al Franco Ossola o al Chinetti

Se il club rossonero riuscirà a iscrivere la seconda squadra in serie C la prima scelta è l’impianto di Solbiate. Ma l’ad Fassone ha parlato ai massimi livelli anche dell’ipotesi Masnago

La provincia di Varese è nel mirino del Milan, che da tempo avrebbe già fatto i passi necessari per fare giocare la squadra B al Chinetti di Solbiate Arno, già casa della Primavera rossonera. Per iscriversi alla terza serie servirebbero però alcuni interventi di adeguamento della struttura, compresi tornelli e parcheggi, sebbene non sia difficile ipotizzare un accordo totale con l’appassionato sindaco milanista Oreste Battiston.Ma un’altra pista, clamorosa, viene sondata da un paio di settimane ai massimi livelli: l’ad rossonero Marco Fassone ha infatti ricevuto informazioni sulla possibilità di disputare al Franco Ossola le gare interne del Milan B.

SERVE UN ACCORDO PER LO STADIO
I vertici rossoneri non hanno avuto alcun contatto con il Varese Calcio che, da parte sua, non ha ancora ridiscusso con il Comune il rinnovo della convenzione per l’utilizzo dello stadio in scadenza al 30 giugno. Questo perché il club biancorosso non è ancora certo di essere salvo: lo sarà chiudendo davvero il concordato stragiudiziale con tutti i creditori e dopo il passaggio di quote da Claudio Benecchi all’ancor misteriosa holding svizzera costituita da più soci.

Fassone avrebbe dunque parlato della possibilità di schierare il Milan B a Masnago con una personalità notissima, e ovviamente influente. E dai colloqui sarebbe emerso questo.

1. La possibilità di trovare un accordo con il Varese Calcio – ci rifiutiamo di chiamarlo Varese Concept – per l’utilizzo dello stadio in occasione delle partite, in modo ovviamente da non intralciare o condizionare il campionato biancorosso, qualunque esso sia. Ricordiamo che la serie C si gioca a “spezzatino”, dal venerdì sera al lunedì.
2. In questo accordo con il Varese (o con il Comune, se il Varese clamorosamente non si salvasse) la società rossonera dovrebbe ovviamente venire incontro alle spese di gestione oppure trovare il modo di investire nel riammodernamento di parte della struttura (spogliatoi o altro).

3. La città e lo stadio di Masnago sarebbero il teatro ideale di questa iniziativa per la visibilità che darebbero al Milan e alla stessa Varese, protagonisti di un campionato vero in uno stadio vero.

4. Ovviamente il Franco Ossola è la casa dei biancorossi e questo è il punto di partenza per tutti: l’idea del Milan B, sempre che possa davvero concretizzarsi, dovrà dare qualcosa in più sia ai rossoneri che al Varese, sperando che quest’ultimo dopo il 30 giugno sia ancora padrone del suo destino con una nuova società e una prima squadra da tifare.

UN ESEMPIO VINCENTE
In Spagna le seconde squadre fanno parte della cultura sportiva e, da Madrid a Las Palmas, hanno il merito di spedire i migliori giovani delle cantere a farsi le ossa non nei campetti con poco pubblico e ambiente rarefatto delle Primavere italiane, ma in stadi veri, davanti a migliaia di spettatori, contro squadre di professionisti che giocano alla morte in un clima a dir poco caliente.

COME FUNZIONA
Con l’introduzione delle seconde squadre dalla prossima serie C potrà capitare a un diciannovenne del Milan B di affrontare il Vicenza “vero” allo stadio Menti con diecimila spettatori invece di incontrare i pari età vicentini. Capite bene la differenza, sia in termini d’impatto fisico ed emotivo sia nella prospettiva di crescita su tali palcoscenici. 

Prendiamo la Juve B e il Toro B: tornerebbero sì a giocare con la Pro Vercelli, come hanno fatto negli ultimi anni con la Primavera, ma al Silvio Piola contro la prima squadra delle bianche casacche in terza serie: vuoi mettere? E se mai esistesse l’Inter B, stavolta dovrebbe entrare all’Arena Garibaldi di Pisa invece che nei campetti dell’Entella o del Crotone Primavera. 

Le seconde squadre potranno accedere alla serie C tramite ripescaggio in base ai posti vacanti, di solito parecchi, secondo questa classifica: una squadra B di un club di serie A, una retrocessa dalla C, una vincente dei playoff di D e avanti così fino a riempire tutte le caselle disponibili in base alle rinunce, ricominciando sempre nello stesso ordine. 

Questo è il quadro generale e i grandi club si stanno muovendo al di là dei contrasti in atto ai vertici delle Leghe (le società del campionato cadetto s’oppongono alla possibilità che le squadre B vengano promosse, come invece è stato approvato). In base al regolamento, ai punteggi e ai criteri di ripescaggio le prime del ranking che avrebbero diritto a iscriversi sono le squadre B di Juventus, Roma (che pare non interessata), Inter e Milan per un costo d’iscrizione a società di 1,2 milioni; servono 23 calciatori – 16 cresciuti nei vivai italiani – di cui 19 under 22 e 4 over; la squadra B può essere promossa o retrocedere, ma non può giocare nello stesso campionato della squadra principale.

Andrea Confalonieri

3 pensieri riguardo “Il Milan B al Franco Ossola o al Chinetti”

    1. Signor mio, al di là dei begli ideali (che si vede fin qui dove ci hanno portato) ragioniamo su un punto focale: “la società rossonera dovrebbe ovviamente venire incontro alle spese di gestione oppure trovare il modo di investire nel riammodernamento di parte della struttura”

      A chi farebbe schifo qualcuno che mette soldi (reali) per risanare un minimo la struttura?

      Mi piace

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