Il Varese non è salvo. Lo sarà se succedono queste cose…

Vertenze da pagare e convenzione per lo stadio da rinnovare entro il 30 giugno: mancano due tasselli decisivi prima di certificare la sopravvivenza del calcio a Varese. Tifosi scettici, e noi con loro: con tutto quello che abbiamo passato è il minimo. La nuova società si guadagni la nostra fiducia: con i fatti, realizzando queste 10 condizioni

Qui si festeggia e si dice grazie ancor prima di sapere chi ha pagato e chi dovremmo ringraziare per aver salvato il Varese.

Noi non ci adeguiamo. Non saremo mai come volete voi: lo sono già tutti gli altri. Nulla di personale con Berni o Benecchi, anzi: se sono allo stadio a lavorare, questo è già un merito. Ma non capiamo i trionfalismi e non cogliamo dove sia la vittoria, o la salvezza biancorossa, a oggi. E ve lo diciamo. Perché la società, la storia, il pubblico del Varese saranno salvi solo al realizzarsi di queste dieci condizioni, non prima. Almeno secondo noi che, come sapete, siamo e saremo anticonformisti ora e sempre.

Forse nemmeno ci fidiamo ma tocca a voi conquistarci: a scatola chiusa non daremo mai più la nostra fiducia alla società biancorossa. Avete scelto voi di salvare il Varese e di questo vi diamo atto ma serve altro, ben altro, per convincerci a seguirvi dopo essere rimasti scottati da quelli che vi hanno preceduto, all’infinito.

1. Il Varese non è salvo. Lo sarà quando avrà pagato gli almeno 25mila euro di vertenze già depositate di ex giocatori ed ex allenatori. Senza questo esborso da effettuare, come è noto da mesi, entro il 30 giugno, il Varese non verrà iscritto ad alcun campionato e, a oggi, gli avvocati di chi ha presentato vertenza non sono stati contattati dalla nuova proprietà. Sicuramente accadrà appena i conti della società verranno sbloccati (lunedì?) dopo che banche e creditori avranno accettato le garanzie dal nuovo corso, ma solo allora, pagando ciò che spetta a chi ha intrapreso la via della legge, ci sarà la certezza che dal primo luglio esisterà ancora il Varese Calcio. Non ieri, né oggi. Restano 14 giorni per pagare e salvarsi davvero.

2. Il Varese Calcio continuerà ad esistere e a giocare al Franco Ossola dopo la fatidica data del 30 giugno solo se accadrà qualcosa che non è ancora successo, ed è una cosa di non poco conto, e cioè il rinnovo della convenzione per l’utilizzo del Franco Ossola con il Comune. Prima ancora di Varesello, è questo ciò che conta. Al Comune vanno date garanzie sulla serietà e sulla disponibilità dei nuovi padroni o, almeno, le condizioni su cui trattare oltreché l’interlocutore ufficiale con cui farlo. Che, a due settimane dalla scadenza del contratto, ancora non esiste poiché è stato annunciato che il 100 per cento delle quote di Benecchi verrà ceduto a una società o a un fondo di soggetti per ora ignoti. È ora di svelarli.

3. Il Varese Calcio non ha ottenuto la firma di tutti i creditori ma solo della maggioranza, forse della stragrande maggioranza di essi. Ne conosciamo personalmente alcuni che non sono stati contattati e che quindi non hanno nemmeno potuto firmare, o decidere legittimamente di non farlo.

4. Il Varese Calcio avrà un futuro solo se riconquisterà la fiducia dei suoi tifosi piccoli e grandi, delle istituzioni, del mondo del calcio, del suo passato, degli avversari, della città. Per ora, ovviamente, non ce l’ha.

5. Il Varese Calcio riconquisterà tutto ciò facendo nomi e cognomi di chi acquisirà il 100 per cento delle quote da Benecchi, non certo prima: chi sono, che attività hanno, perché vengono a Varese? Aperta parentesi: se Fabrizio Berni ha la forza e la voglia per possedere il Varese, come sta dimostrando nel prendere tutte le decisioni dell’ultimo mese, perché mai non dovrebbe essere lui il padrone?

6. Dopo questi anni penosi e scandalosi il Varese Calcio deve dare una svolta a ogni livello, voltando pagina davvero. Finora non è accaduto, o almeno non fino in fondo perché non si conoscono i contorni della nuova dirigenza, sportiva e amministrativa, se non per sentito dire. Servono annunci ufficiali: segretario, team manager, un direttore sportivo vero, allenatore e giocatori all’altezza del Varese. Che sappiano cos’è, dove sono finiti, a cosa vanno incontro. E se non lo sanno, s’informino umilmente con gli uomini di calcio del territorio che amano davvero il Varese.

7. Il Varese Calcio non può prescindere dalle persone che ad ogni livello, anche in alto, gli vogliono bene e lo amano disinteressatamente. Ma anche da chi, solo con bravura e passione e senza alcun tornaconto, è disposto ad aiutarlo.

8. Al Varese e a Varese non servono feste, musiche e danze: non ci sarà alcuna vera festa se prima non si realizzano tutte queste condizioni. Siamo retrocessi sul campo in Eccellenza per la prima volta in 108 anni dopo mesi o forse anni di vergogna non certo per colpa di giocatori, allenatori e tifosi ma, principalmente, di chi stava sopra: cosa c’è da festeggiare? Noi siamo fermi alle lacrime e alla rabbia di Voghera e non abbiamo alcuna voglia di suonare le campane e ballare in mezzo al campo. Né oggi né domani. Prima dateci una società e una squadra, poi ne riparliamo.

9. Non esiste settore giovanile o Varesello senza Prima squadra e Franco Ossola: il Varese Calcio è una cosa unica e sarà salvo se tale continuerà ad essere.

10. Il Varese Calcio sarà davvero il Varese Calcio se eviterà di incolpare coloro che pretendono giustamente tutti i soldi dovuti per il lavoro svolto a favore del club, se non farà figli o figliastri ma rispetterà le decisioni di ciascuno, se darà vere garanzie al sindaco e al pubblico prima di pretendere alcunché (in questi ultimi anni la città e la gente hanno dato tutto, abbonamenti e forniture varie, senza essere ripagati), se capirà che il Franco Ossola e Varesello sono di tutti e non solo di qualcuno: i cancelli vanno spalancati anche a quelli che se n’erano andati perché non è detto che chi è rimasto sia per forza il migliore e chi se ne è andato il peggiore. Non esiste una lavagna dei buoni o dei cattivi: amiamo tutti allo stesso modo, vicini o lontani, la stessa maglia.

Andrea Confalonieri e Gabriele Gigi Galassi

26 pensieri riguardo “Il Varese non è salvo. Lo sarà se succedono queste cose…”

  1. Ennesima farsa,tutto basato sull’immagine,il resto un grande enigma, poi lasciate perdere le promesse sul settore giovanile,ripescaggio,ecc,ridicole.

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  2. Per ora, è l’ennesimo fumo negli occhi. Se volevano dare un segnale, potevano risparmiare i soldi della baracconata e iniziare a saldare le vertenze. Finché non ci saranno i soldi veri e le identità dei proprietari, potranno annunciare quello che vogliono ma la consistenza reale sarà pari a 0.

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  3. Ennesima farsa,tutto basato sull’immagine,il resto un grande enigma, poi lasciate perdere le promesse sul setore giovanile,ripescaggio,ecc,ridicole.Articolo assolutamente corretto.

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    1. Sbagliato. I 2004 giocheranno i regionali A grazie all’ottima stagione dei giovanissimi 2003 che si sono espressi ad ottimi livelli, solo che NESSUNO ne ha mai parlato o scritto

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      1. Non é sicuro! Sono in graduatoria per essere ripescati nei regionali perché direttamente ci sono andati Inveruno e Lainatese.

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      2. Oggi hanno pubblicato l’elenco delle squadre 2004 che parteciperanno ai campionati Regionali A, del Varese non c’è traccia, hanno ripescato il Sedriano!

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  4. Bellissimo articolo !!! Il punto 8 è sacrosanto, mancano 16 giorni al giorno × e questi pensano a cantare e ballare..senza ancora aver sborsato 1 euro per dimostrare che sono gente seria..

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  5. Ma pensare malissimo non costa niente, caro K. In generale condivido, però il punto 6 non ha senso: quali giocatori volete scegliere prima di sapere la categoria? E la stessa domanda con l’allenatore, purtroppo D e C fa tanta differenza

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  6. È chiaro a tutti che a loro interessa il settore giovanile con i suoi introiti , è che introiti, stiamo parlando di una città di 80000 abitanti più buona parte della provincia che iscriveranno i propri figli alla scuola calcio..la prima squadra è marginale faranno giocare 4 ragazzini con voglia di correre per due soldi..

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  7. Sempre per precisare: il posto lasciato libero dalla ProPatria( passata nei pro)nei giovanissimi regionali dilettanti é stato preso dal Sedriano primo nella graduatoria dei ripescaggi.Varese entra SOLO se qualche squadra rinuncia.

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    1. Ho scritto perché fino a pochi giorni fa c’era la netta convinzione dei 2004 ai regionali A. Non c’è bisogno di “prima di parlare informati”. Torno a sottolineare la notevole stagione dei 2003 che nessuno si è cagato di striscio. Chissà perché

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