Radici, vivaio, orgoglio e un progetto: la Varesina non si arrende mai

Undici giocatori dei ventidue in rosa arrivano dal settore giovanile (tre addirittura dagli esordienti!): la società dei Di Caro riparte dalla sua storia e dall’identità. «Mai più primedonne, siamo affamati. Vogliamo risentire gli avversari andarsene dal nostro campo dicendo che è stretto e piccolo: vorrebbe dire aver ritrovato lo spirito della Varesina»

di Andrea Confalonieri e Gigi Galassi

Il raduno della Varesina, per noi, è stato un tuffo nel passato. A quelle cose che nel calcio, il nostro calcio, pensavamo non esistessero più. Come la storia: per quanto giovane, anche quando prende una piega che somiglia a una ferita può essere difesa con le unghie e rilanciata con orgoglio, passione, amore, sacrificio. Come le parole: contano ancora e possono cadere leggere ma pesare, scavare, convincere ed essere ammirate (il neo acquisto Cargiolli, neo promosso in Serie C con l’Albissola: «Non mi interessa la categoria in cui giocherà la Varesina, sposo il progetto perché un progetto porta lontano, più lontano di dove sei già arrivato»). Come il vivaio: Barni, Morello e Segalini dagli esordienti alla prima squadra, 12 giocatori su 22 in rosa nati nel vivaio (Mattia Menga, classe ’99, ci ha riempito di quello spirito di appartenenza che avevamo dimenticato: «Io sono di Venegono e prima che un giocatore sono un tifoso della Varesina, come la mia famiglia»). Come il contorno dei sogni: che oggi, negli occhi di Max e Matteo Di Caro, non aveva il profilo di un ripescaggio e domani non avrà quello di una salvezza o di una promozione. Per loro, e anche per noi, oggi il sogno si chiama attesa. L’attesa dell’unica persona che oggi manca davvero alla Varesina: Luca Tino. 

Di Caro/1: «Sul ripescaggio non c’è nulla di ufficiale, bisogna aspettare almeno lunedì. Siamo settimi in graduatoria, posizione importante: posso dire che se non venissimo ripescati sarei sorpreso e dispiaciuto. Se non arriva però non mi strappo i capelli».

Di Caro/2: «Siamo felici di aver confermato in prima squadra i nostri ragazzi e di averne portati altri dalla Juniores Nazionale. Ed è anche una soddisfazione aver mandato senza difficoltà i ragazzi che sono stati chiesti in prestito: la bontà del nostro lavoro a livello giovanile è riconosciuta da tutti».

Di Caro/3: «Ufficializzato Cargiolli, che l’anno scorso ha vinto la serie D all’Albissola. Mantovani e Mapelli invece mi hanno chiesto di aspettare in base alla categoria: abbiamo accettato. Sono la nostra prima scelta, gli lasciamo questa possibilità. Insieme a loro anche un ’99 da Taranto, Boccadamoli: scelta controcorrente rispetto a ciò che facciamo di solito, ma in quel ruolo ci serviva un giovane “formato” per non bruciare i nostri 2000».

Di Caro/4: «Ci tengo a sottolineare la bontà dello staff, molto importante per la categoria: mister Spilli con Ferdinando Fedele come suo vice; tre preparatori atletici; il nostro storico preparatore dei portieri Giorgio Cermesoni; tre fisioterapisti; un nutrizionista. Questa ultima figura mi inorgoglisce: per noi in serie D si è professionisti quindi anche l’aspetto alimentare è fondamentale».

Di Caro/5: «Sono orgoglioso di avere al mio fianco nel mio primo anno da ds Marco Spilli. Sono ambiziosissimo e spero di raggiungere traguardi importanti insieme a lui».

Di Caro/6: «Grazie a mio fratello Matteo per ciò che ha fatto l’anno scorso: ha gestito momenti di grandissima difficoltà, mai capitati prima».

Spilli/1: «Dobbiamo ritrovare umiltà. L’anno scorso abbiamo cannato completamente una cosa: scegliere i giocatori giusti per la Varesina. Qui si fa battaglia, si lotta. Si prendono mazzate e si reagisce. Le primedonne le soffriamo».

Spilli/2: «Voglio tornare a sentire gli avversari lamentarsi a fine partita del nostro campo: “è piccolo, è stretto…”. L’anno scorso invece dicevano: “campo bellissimo, stupendo”; uno addirittura ha detto “il migliore della serie D…”: grazie, aveva vinto 3-0…».

Di Caro/7: «A livello societario vogliamo ritrovare il nostro clima familiare, pur rispettando dei paletti. Quest’anno avremo 650 ragazzi: daremo regole importanti. Chi viene qui sa di rappresentare un modello che ha certe caratteristiche: crescita personale, di squadra, raggiungimento di risultati».

Di Caro/8: «Posso togliermi un sassolino? Tutti parlano di strutture, facciamo campi… Poi però di concreto vedo poco, poche società che costruiscono veramente. Se invece passate dal centro di Vedano, vedete le ruspe che lavorano. Tra un mese ci sarà un campo omologato per la serie D, illuminato, dove faremo giocare e allenare i nostri ragazzi. Noi facciamo i fatti».

Di Caro/9: «Il “mantra” parte dall’… Altissimo, mio nonno: “lavorare, lavorare, lavorare”».

Di Caro/10: «Mio papà ce l’ha dato come obiettivo: non voglio più soffrire come l’anno scorso. Quindi salvezza il prima possibile».

Cargiolli/1: «Mi ha convinto la struttura, la società, l’organizzazione. Ho girato tante serie D e ho fatto anche la C: difficile trovare qualcosa di simile».

Cargiolli/2: «Obiettivo personale? Voglio andare almeno in doppia cifra: altrimenti non mi cambio neanche… Soprattutto voglio fare qualcosa di importante con la squadra: i presupposti ci sono».

Cargiolli/3: «Ho accettato a prescindere dalla categoria. Qui c’è un progetto importante e ho voluto sposarlo come si suol dire. L’ho già fatto ad Albissola: dalla C sono sceso in Eccellenza e sono tornato in C. L’ho fatto anche qui: ho creduto in loro (Di Caro e Spilli, ndr) dal primo giorno».

Albizzati/1: «C’è tantissima voglia di rivincita. Quello che è successo nella scorsa stagione è una ferita che non si è ancora rimarginata: me la porterò dentro, servirà per riconquistarci quello che ci è sfuggito».

Albizzati/2: «La Varesina è cuore, grinta. Ma l’anno scorso sono mancati».

Menga/1: «Io sono di Venegono e prima che un giocatore sono un tifoso della Varesina, come la mia famiglia. Sono orgoglioso della conferma: dopo quanto accaduto l’anno scorso non era scontato».

Menga/2: «Io un simbolo della società? Sono cresciuto qui, sono in prima squadra per il terzo anno e in Juniores c’è anche mio fratello Luca».

LA ROSA:
Portieri:
Matteo Vaccarecci 1990, confermato
Gianluca Baglieri 2001, vivaio
Marco Moresco 2002, vivaio
Difensori:
Alessandro Albizzati (C) 1986, confermato
Mattia Menga 1999, confermato, vivaio
Nicholas De Angelis 1999, rientra dal prestito a Legnano, vivaio
Alessandro Barni 2000, vivaio
Cristian Frigerio 2000, vivaio
Francesco Mapelli 1996, Pavia
Stefano Boccadamo 1999, Taranto
Centrocampisti:
Luca Tino 1985, confermato
Davide Morello 2000, confermato, vivaio
Mattia Bellacci 2000, vivaio
Vittorio Vitulli 1999, confermato, vivaio
Pietro Martinoia 1999, confermato, vivaio
Jacopo Mantovani 1991, Caronnese/Crema
Attaccanti:
Axel Caldirola 1998, confermato
Mattia Deodato 2001, vivaio
Alessandro Segalini 2000, confermato, vivaio
Alberto Broggi 1998, confermato
Alessio Cargiolli 1992, Albissola
Lorenzo Franzese 1993, confermato

Lo staff:
Allenatore
: Marco Spilli
Allenatore in seconda: Ferdinando Fedele
Preparatore atletico (coordinatore di tutta la società): Athos Trecroci
Preparatori atletici: Simone Cortina e Andrea Cappello
Preparatore dei portieri: Giorgio Cermesoni
Fisioterapisti: Michele Spera e Mauro Bianchi
Dottore: Pascazio
Magazziniere: Orlando Merlin
Team manager: Andrea Vezzoli
Match analysis: Roberto Basile
Nutrizionista: Alberto Bergantin
Massaggiatore: Gigi Bonifacio
Responsabile Juniores: Mario Belluzzo

Programma della preparazione pre-campionato:
Doppio tutti i giorni fino a domenica 12 agosto ad eccezione di sabato 4 (mattino) e domenica 5 (riposo). Amichevoli: giovedì 2 in famiglia; giovedì 9 contro il Lecco a Gavirate; lunedì 13 contro l’Arconatese ad Arconate.

Le foto di Enrico Scaringi:
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8 pensieri riguardo “Radici, vivaio, orgoglio e un progetto: la Varesina non si arrende mai”

      1. Infatti, che tenerezza i tifosi delle possenti società di lunga tradizione™️ (libanesi e slovacchi inclusi) che vanno a sfogare le loro delusioni insultando le squadre minori.

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