Domenicali: «Fatto noi la partita, ma se non la butti dentro… Irregolare il 2-0». Albizzati: «Vince il cuore Varesina. Aspettarli tattica vincente». Spilli? Non parla

Ecco le parole dei protagonisti, tranne quelle del tecnico Marco Spilli della Varesina che ha fatto sapere di non sentirsela di parlare. Quando vorrà farlo e gli sarà venuta voglia, lo faccia pure sapere.

Manuele Domenicali (allenatore Varese): «Nessuno vuole perdere, siamo venuti per fare la partita e l’abbiamo fatta. Loro si sono messi lì e hanno provato a ripartire in contropiede, senza fare un tiro in porta. Dobbiamo essere bravi a buttarla dentro perché puoi avere 10 occasioni a partita ma se non segni… Nel secondo tempo abbiamo provato in diversi modi a rimontare finché hanno fatto il 2-0 su un’azione irregolare, con la palla che era uscita in fallo laterale senza che l’arbitro intervenisse. Ho visto situazioni strane: interventi duri non sanzionati e altri invece sì, ovviamente ai miei. Ma non trovo alibi di fronte al 2-0 e dico: abbiamo perso una battaglia e non la guerra. Forse è vero che Bianchi andava tolto prima dell’espulsione perché l’aveva già rischiata: ci ho pensato ma non volevo stravolgere ulteriormente l’assetto visto che avrei dovuto adattare qualcuno nel suo ruolo. Non serviva un centravanti nel primo tempo per concludere la mole di gioco ma servono inserimenti migliori davanti alla porta. Scaramuzza non andava cambiato? Mi sembrava stesse calando dopo un gran primo tempo. Mi dite che  Etchegoyen, per come è entrato, meritava di partire dall’inizio? È da parecchio che non gioca e comunque Conti, che arrivava da ottime prove, con Gestra è ben assortito. Poi quando l’ho tolto, ho spostato in mezzo Camarà, che non è una punta centrale…».

Alessandro Albizzati (capitano Varesina): «Ha vinto il nostro cuore Varesina che abbiamo attaccato alla maglietta. Questa è la base per iniziare un percorso. Fantastica prestazione di squadra. Abbraccio Luca Tino che è sceso in campo dopo due mesi difficili. Il Varese? Mi sono concentrato su di noi, loro sono una squadra giovane che corre tantissimo ma l’applauso oggi va alla Varesina. L’abbiamo preparata nei minimi dettagli, attendendoli più bassi e stando compatti, stretti, bassi anche perché arrivavamo da 90 minuti nell’infrasettimanale. Il mister prima della gara ci ha detto: facciamo sì che sia la partita della svolta. Abbiamo acceso questa scintilla. Broggi esulta sotto i tifosi del Varese? Non è stata assolutamente una provocazione, nello slancio è finito proprio lì».

Luca Tino (simbolo della Varesina): «È stata dura, ho superato momenti pesanti. Ho ritrovato una Varesina compatta a parte i primi minuti in cui eravamo un po’ in balia del momento. Dobbiamo trovare prima una compattezza di squadra con continuità, poi verrà la serenità e quindi il gioco».

Domenicali: «Oggi il mio pensiero va a Peo Maroso, un grande uomo di calcio»

«Buona partita nel primo tempo, nel secondo l’abbiamo gestita bene ma non ancora come dobbiamo fare. Gestita palla verso la nostra porta, e invece dobbiamo farlo andando in avanti. Contento dell’atteggiamento e della voglia che ci stiamo mettendo. Oggi ricordo Peo Maroso, che ci lasciò il 16 settembre 2012, forse il più grande di tutti i tempi. Mi ha voluto a Novara, ed è stato anche mio avversario: mi colpiva per la grande umanità. E perché era un grande intenditore di calcio. Lo saluto oggi»
(Manuele Domenicali, allenatore Varese)

«Facile? No, venivano da un buon pari con il Busto 81. Bravi noi a metterla in discesa subito e a fare quello che ci dice il mister. Dedico il gol a mia moglie e a mio figlio Marco a cui porto via tanto tempo. E poi alla curva perché era la loro festa. Abbiamo due esterni con corsa e qualità fuori categoria, proviamo a sfruttarli con i miei lanci»
(Luca Gestra)

«Varese? Ordinato, sa quello che vuole, ottima squadra. Un po’ troppi lanci però» (Alessandro Polizzotto, allenatore Vigevano)

CLAMOROSO / Restituiti due punti al Varese che ora è a +1. Mercato: arriverà un centrocampista. Primavera Milan a Masnago, ora sì che è ufficiale

Il -4 in classifica da cui sono partiti i biancorossi, già “limato” a -1 dopo la vittoria di Besozzo contro il Verbano alla prima di campionato, sarà ulteriormente dimezzato: la società avrà infatti a breve conferma della restituzione di 2 punti dopo la vittoria del ricorso e quindi salirà a quota 1 nella classifica del campionato di Eccellenza prima del debutto di domani pomeriggio al Franco Ossola (ore 15.30) contro il Vigevano. Continua a leggere “CLAMOROSO / Restituiti due punti al Varese che ora è a +1. Mercato: arriverà un centrocampista. Primavera Milan a Masnago, ora sì che è ufficiale”

FLASH / Il Como resta in D e la Varesina in Eccellenza

Il Tar del Lazio dice no a tutti: respinti i ricorsi di Como e Santarcangelo che chiedevano rispettivamente il ripescaggio e la riammissione in C. A cascata, niente ripescaggio in serie D per la Varesina, prima in graduatoria. Scandalosi i tempi della decisione ma questa è la realtà a cui adeguarsi.

Questo il comunicato rilasciato in serata dalla Varesina: «L’attesa è stata lunga, consci di aver fatto tutto con regolarità, senza dimenticarci della retrocessione dello scorso anno sul campo. Sicuramente ci abbiamo sperato e creduto, pertanto è con un po’ di amaro in bocca, ma con assoluto senso di rispetto verso gli organi competenti, che ci approcceremo, con sportività e serenità, al campionato di Eccellenza. Lo faremo dando il massimo, cercando di fare una annata importante, volenterosi e carichi per dimostrare la bontà del nostro progetto, valorizzando quanto più possibile i nostri giovani e contando su un settore giovanile che siamo certi non verrà in alcun modo condizionato o
scalfito da questa situazione».

Un bomber argentino per il Varese. Ripescaggio: speranze quasi nulle. L’accordo con il Milan? È ancora da siglare…

Diciannove gol in trenta partite giocate nella scorsa Eccellenza con il Grosseto e quattordici (con ventidue presenze) la stagione precedente a Civitavecchia. Ma nella storia di Matias Vegnaduzzo, argentino di San Isidro, ci sono 134 reti tra Viterbese (33), Ascoli, Foligno e un’infinità di squadre anche in categorie superiori. A questi livelli, Vegnaduzzo (34 anni) è un bomber vero. Nell’ultima stagione Paolo Franzò sul Tirreno descrisse così l’ultima rete dell’attaccante eletto “biancorosso dell’anno” con la maglia dei grifoni maremmani: «…Poi, nella ripresa ci pensa sempre lui, Matias Vegnaduzzo, al diciannovesimo gol stagionale, da vero rapace… è l’attaccante argentino a incollare il Gambassi alla rete, il popolo biancorosso impazzisce».

Punta centrale che più centrale non si può, quindi perfetta per il 4-2-3-1 del Varese, Vegnaduzzo è stato messo dal tecnico Domenicali in cima alla lista nella rosa delle punte contattate dalla società. Le parti sono vicinissime e il bomber argentino è già in volo da Buenos Aires direzione Malpensa per raggiungere Varese e siglare un accordo che solo un colpo di scena imprevedibile potrebbe mettere in dubbio. Continua a leggere “Un bomber argentino per il Varese. Ripescaggio: speranze quasi nulle. L’accordo con il Milan? È ancora da siglare…”

Giorgio Scapini alla Juventus: buon lavoro e a presto, direttore

Uno dei più grandi cuori biancorossi, e uno dei più bravi dirigenti non solo varesini del vivaio, da oggi lavora per la Juventus.
Giorgio Scapini non è soltanto legato alla scalata in serie B del Varese targato Sogliano (se quella società lanciò Pisano, De Luca, Lazaar e tantissimi altri varesini sia in C che nelle categorie minori, dietro le quinte insieme a Sean, con cui esiste un legame speciale ancora oggi, c’è sempre stato Giorgio) ma anche all’era biancorossa di Claudio Milanese – altro grande imprenditore che lo stima – e al primo anno della rinascita targata 2015, quando fu direttore sportivo e contribuì a riportare in prima squadra molti varesini di talento che sembravano esiliati o persi; in quel ruolo gli fu permesso di lavorare soltanto un anno, prima di essere costretto a un addio inconcepibile, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti…
Scapini, contattato da tempo dai dirigenti bianconeri e già semi-operativo per la società del dg e ad varesino Beppe Marotta e del ds Paratici (da giorni sta seguendo il Memorial Scirea riservato ai giovanissimi), oggi è stato a Torino per mettere nero su bianco la collaborazione con il suo nuovo club per cui lavorerà nell’area dello scouting Italia diretta da Matteo Notari con un ruolo operativo di spessore non solo nella nostra provincia.
Nell’augurare buon lavoro a Scapini, troppo signore per parlare di una rivincita nei confronti di chi lo allontanò da casa sua e dalla squadra di cui è “pazzo” e che orgogliosamente ha continuato a seguire, ricordiamo una delle sue “follie” più grandi compiute per amore del Varese: era l’anno dell’incredibile finale salvezza di serie B vinta contro il Novara e contro il pronostico di tutt’Italia quando Scapini, dopo essere stato insensatamente accantonato dall’allora amministratore delegato e dopo aver comunque partecipato al consueto pranzo pre-partita insieme alla sua Mirella e allo storico gruppo di amici biancorossi (Dante, Lucio, Tiziano, Stefano, Lollo, Luca, Stefano, Giancarlo…), decise di non entrare allo stadio Piola per la sfida d’andata sottoponendosi a una “tortura” davvero indimenticabile. Questa: girare in auto da solo nei pressi del Piola con a bordo l’inseparabile e scodinzolante Ribes che ha sempre portato bene a lui e ai biancorossi, aspettando il boato di Pavoletti-gol e dei 1500 varesini in curva. Venne accontentato dal suo autentico Varese, quello della gente e degli uomini veri, anche quella volta. Come lo sarà un giorno futuro, non troppo lontano, quando accadrà ciò che il suo amico Sean, e noi per primi, gli scriviamo sempre: torneremo al Varese e completeremo l’opera. Buon lavoro e arrivederci, Giorgio.
Andrea Confalonieri