Il Varese più spuntato della storia

Corrono e si sbattono tutti ma chi la butta dentro? Sarebbe bastato un Becchio… Tifosi e squadra baby da applausi, tocca alla società. Un derby che non cambia la storia: è sempre biancorossa

Prima di tutto, voto ai tifosi biancorossi e alla squadra (nella foto di Ezio Macchi): mai così in basso in serie D in quasi 108 anni di vita (più 4 sui playout) con un organico mai così spuntato e baby – un 36enne, un 31enne, due 23enni e sette titolari con 21 anni o meno – onorano Como-Varese dando tutto, anzi di più. La differenza con il Como non s’è vista se non nell’assenza di un portierone ma soprattutto di un attaccante (e di una società solida, per ora è un cantiere aperto). E comunque la vera storia del derby non cambia: 16 vittorie Varese, 15 Como, 15 pareggi. Continua a leggere “Il Varese più spuntato della storia”

Como-Varese, ci siamo. Tresoldi non si tocca…

Dal compleanno del mitico Cunati alle manovre societarie e di mercato, quattro cose da sapere sul Varese prima del derby

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Varese Calcio, le domande che tutti si fanno. Ma nessuno fa

Basile sembra essere uscito di scena ma ha ancora il 100% delle quote (e, dunque, il potere di firma su tutto: mercato compreso), Sauro Catellani è stato nominato presidente e lui stesso ha accettato ma senza la firma dal notaio con l’attuale proprietario ha una carica “di carta”. Chi paga gli stipendi? E i debiti? E gli acquisti che servono per salvarsi?

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La notte della “Repubblica”

L’editore De Benedetti intercettato mentre dice di essere stato avvisato dall’ex premier Renzi di un imminente decreto che poi gli farà guadagnare 600mila euro: “la Repubblica” nasconde la notizia (nemmeno una riga). Non è così che trent’anni fa diventò il primo quotidiano d’Italia… 

È sera, quasi notte ed è inutile continuare a sfogliare le pagine di Repubblica dal primo piano al mondo, dalla terza alla cronaca, dall’economia allo sport (ah, lo sport di Repubblica che non cavalca l’onda del momento ma l’emozione, il filo della storia e l’anticonformismo con la “o”, quello vero): l’assenza di una notizia umilia quelle presenti. Continua a leggere “La notte della “Repubblica””

Addio e grazie Varese

Federica Rogato, molto più che un’addetta stampa, saluta i biancorossi: “Il timore che incute il Sacro Monte e l’odore di Masnago mi mancheranno”

Federica Rogato lascia il Varese con una lettera scritta con cuore, passione e sensibilità. Per il pubblico biancorosso che non la conoscesse, va detto che Federica non è stata solo l’addetto stampa del Varese in uno dei momenti più travagliati della sua storia, ma molto di più. Una bella persona e di valore, la miglior professionista che si sia avvicinata alla società da tanto tempo a questa parte, Federica ha messo nel Varese conoscenze (nel mondo del calcio è un’istituzione dopo gli anni da addetta stampa del Pescara anche in serie A), competenza, equilibrio, onestà e schiettezza, doti difficili da coniugare, soprattutto al Varese. La sua forza è che tutto ciò le viene riconosciuto da chiunque sia passato in biancorosso negli ultimi travagliatissimi mesi, al di là che questo chiunque si sia poi rivelato agli occhi dei tifosi “buono” o “cattivo”.
Federica Rogato ha cucito fili impossibili per il bene del club solo grazie alla sua umanità e ha messo d’accordo tutti (giocatori, dirigenti, addetti ai lavori): questo è l’attestato più grande che si porterà dietro da Varese e dal Varese. Oltre a quella scintilla scoppiata tra lei e questi colori che qualcuno non ha saputo cogliere: l’ennesima occasione sciupata, quasi come un’amicizia tradita.
Buon lavoro, Federica Rogato.

Andrea Confalonieri e Gigi Galassi Continua a leggere “Addio e grazie Varese”

Il Varese non è salvo

La squadra Juniores con tre “rinforzi” ci prova: Catellani, ora tocca a te

“La prossima volta che tagliate bresaola e salame al bar dello stadio vengo anch’io” dice Sean Sogliano da Bari – e poco dopo anche Rolando Maran (“Quanto mi manca quel posto”) e Mauro Milanese (“Le cose genuine che piacciono a me”) – all’ultima pattuglia biancorossa che lascia il Franco Ossola ormai a notte inoltrata dopo l’1-1 contro il Borgaro che per tutti è una mezza delusione ma in realtà è un puntone salvezza per una squadra che è diventata una juniores con gli ultimi rinforzi veri (Palazzolo, Zazzi, Tresoldi), pattuglia composta da Lollo Mariani, Stefano Battara, Gigi Galassi, Federico Bozzoli, Veronica Rita e Renzo Trivini.

Piccoli stuzzicadenti biancorossi si piegano ma non si spezzano. Ci hanno promesso la serie C (la B in tre anni) e poi ci hanno tolto uno a uno perfino i giocatori e la speranza, ma non l’anima e la capacità di morire assieme, così le riserve o i sostituti della squadra che all’andata pareggiò fortunosamente a Borgaro, pareggiano nuovamente contro il Borgaro.

Ma stavolta al posto di Molinari, Longobardi e Rolando c’è il minuscolo Lercara, che almeno sa cosa è la maglia. Continua a leggere “Il Varese non è salvo”