Giorgio Scapini alla Juventus: buon lavoro e a presto, direttore

Uno dei più grandi cuori biancorossi, e uno dei più bravi dirigenti non solo varesini del vivaio, da oggi lavora per la Juventus.
Giorgio Scapini non è soltanto legato alla scalata in serie B del Varese targato Sogliano (se quella società lanciò Pisano, De Luca, Lazaar e tantissimi altri varesini sia in C che nelle categorie minori, dietro le quinte insieme a Sean, con cui esiste un legame speciale ancora oggi, c’è sempre stato Giorgio) ma anche all’era biancorossa di Claudio Milanese – altro grande imprenditore che lo stima – e al primo anno della rinascita targata 2015, quando fu direttore sportivo e contribuì a riportare in prima squadra molti varesini di talento che sembravano esiliati o persi; in quel ruolo gli fu permesso di lavorare soltanto un anno, prima di essere costretto a un addio inconcepibile, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti…
Scapini, contattato da tempo dai dirigenti bianconeri e già semi-operativo per la società del dg e ad varesino Beppe Marotta e del ds Paratici (da giorni sta seguendo il Memorial Scirea riservato ai giovanissimi), oggi è stato a Torino per mettere nero su bianco la collaborazione con il suo nuovo club per cui lavorerà nell’area dello scouting Italia diretta da Matteo Notari con un ruolo operativo di spessore non solo nella nostra provincia.
Nell’augurare buon lavoro a Scapini, troppo signore per parlare di una rivincita nei confronti di chi lo allontanò da casa sua e dalla squadra di cui è “pazzo” e che orgogliosamente ha continuato a seguire, ricordiamo una delle sue “follie” più grandi compiute per amore del Varese: era l’anno dell’incredibile finale salvezza di serie B vinta contro il Novara e contro il pronostico di tutt’Italia quando Scapini, dopo essere stato insensatamente accantonato dall’allora amministratore delegato e dopo aver comunque partecipato al consueto pranzo pre-partita insieme alla sua Mirella e allo storico gruppo di amici biancorossi (Dante, Lucio, Tiziano, Stefano, Lollo, Luca, Stefano, Giancarlo…), decise di non entrare allo stadio Piola per la sfida d’andata sottoponendosi a una “tortura” davvero indimenticabile. Questa: girare in auto da solo nei pressi del Piola con a bordo l’inseparabile e scodinzolante Ribes che ha sempre portato bene a lui e ai biancorossi, aspettando il boato di Pavoletti-gol e dei 1500 varesini in curva. Venne accontentato dal suo autentico Varese, quello della gente e degli uomini veri, anche quella volta. Come lo sarà un giorno futuro, non troppo lontano, quando accadrà ciò che il suo amico Sean, e noi per primi, gli scriviamo sempre: torneremo al Varese e completeremo l’opera. Buon lavoro e arrivederci, Giorgio.
Andrea Confalonieri

Così il Varese fallisce. Cari politici: vi interessa?

Il tribunale entro qualche settimana può dichiarare il fallimento del club. Domani saranno 50 anni da Varese-Juventus 5-0: a qualcuno importa salvare questa squadra?

Domani si festeggia il 50° anniversario del miracolo a Masnago: Varese-Juventus 5-0.
Un miracolo, come quello che serve oggi affinché sul prato del Franco Ossola continui a giocare qualcuno indossando la stessa maglia di quegli eroi (Da Pozzo, Sogliano, Picchi, Borghi, Cresci, Dellagiovanna, Leonardi, Tamborini, Anastasi, Burlando, Vastola. In panchina la leggenda Arcari). Continua a leggere “Così il Varese fallisce. Cari politici: vi interessa?”