Edo Bulgheroni, un’eccellenza varesina: «Giro l’Italia e vedo fiammate che però non durano. La mia Varese? Sopravvalutata, qui non remiamo tutti assieme. Nel basket Coldebella è guida e visione. In tempi di crisi penserei a una gestione comune di calcio e pallacanestro»

L’uomo che portò la Pallacanestro Varese alla Stella, il suo lavoro, la sua vita e il suo Paese. Come sempre, visionario e anticonformista: «Amo la mia città ma a volte faccio fatica a difenderla. A Bergamo vanno oltre le divergenze politiche: perché qui no? Se Caja o i giocatori fossero attratti da altre piazze non li tratterrei. Coldebella è il valore aggiunto e vi spiego perché. Toto vorrei preservarlo come papà…»

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L’alfabeto di Attilio Caja, il coach che non ha bisogno di medaglie al collo per capire di che pasta è fatto

A come allenatore dell’anno, G come Gennaro e i suoi gamberi di Mazara, L come Levissima, P come pronostici. «Avramovic è il tramite tra noi e il pubblico. Da ragazzo facevo l’accertatore per il Comune di Pavia e dovevo capire la gente senza neppure parlarci. Da Malagò il complimento più bello: pensava che fossi invecchiato, e invece… I piedi in testa non me li ha hanno messi neppure “certi” presidenti. Ma adesso ditemi quanti tifosi vengono domenica a Bologna…»

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Caro Moss, bentornato a Varese: il basket siamo noi

La quarta vittoria consecutiva della Pallacanestro Varese “ammazzagrandi” vista dall’anticonf@rmista Francesco Zecchini: l’eterno nemico “senese”, Parravicini che fa esplodere Masnago a 16 anni e mezzo. E giù il cappello davanti a Coldebella

Caro Moss, bentornato a Varese. Esponiamolo al casello di Gallarate. Per ricordare che «il basket siamo noi, il basket siamo noi». Anche senza i milioni di Milano e le stagioni fantastiche degli altri (per la cronaca, gli Indimenticabili avrebbero vinto a Brescia contro questa leonessa che a tratti guaisce: seconda sconfitta consecutiva). Con una squadra senza il suo miglior giocatore, Wells. Una squadra che fino a qualche tempo fa era quella più depressa e incapace dell’intera Lega. E che ora si è ripresa la platea che applaude senza interruzioni. Continua a leggere “Caro Moss, bentornato a Varese: il basket siamo noi”

Quel gesto di Okoye ai canturini è il simbolo del “cata su”

Qualcuno fa il moralista dando dell’antisportivo all’americano di Varese per il “saluto” ironico e ripetuto alla curva di Cantù dopo il trionfo di ieri sera (in fondo il VIDEO). Invece è uno sfottò che incarna lo spirito del derby, lo difende e lo perpetua

C’è un’immagine isolata da un video di Eurosport, una sola, che racchiude Cantù-Varese ed è un’immagine poco o per nulla pubblicizzata perché a qualche schizzinoso o conformista può suscitare i soliti moralismi da riservare a ben altre cose. Ma per noi che siamo anticonformisti questa immagine non può avere censure, anzi suscita orgoglio e appartenenza. Così ve la proponiamo e la difendiamo. Continua a leggere “Quel gesto di Okoye ai canturini è il simbolo del “cata su””

Il Menego ed Eurosport meglio di Caressa e Piccinini

Dicono che i giornalisti e tanto più gli opinionisti, soprattutto in tv, ormai si parlano addosso. Che le telecronache se le fanno per loro e per prestare fede al loro personaggio, ai loro vezzi, ai loro modi di dire che sovrastano la partita, i rumori di fondo, la bellezza e la naturalezza di gesti che non hanno bisogno di troppe parole.

È vero, ma non è vero dopo avere visto e rivisto Varese-Milano su Eurosport: Niccolò Trigari e Andrea Meneghin ci hanno messo stupore, umiltà, purezza. Continua a leggere “Il Menego ed Eurosport meglio di Caressa e Piccinini”

C’è Arijan di festa

Gianni Chiapparo fa gli auguri ad Arijan Komazec (48 anni oggi) e un’onda d’affetto ed emozioni travolge l’ex campione croato della Pallacanestro Varese, bionico sul parquet ma così tenero e fragile fuori

È bastato il grande cuore di Gianni Chiapparo, che qualche ora fa ha scritto su Facebook “Buon compleanno Arijan”, per scatenare un’onda di emozioni e ricordi – e di memoria che diventa identità collettiva, quell’identità che poi si tramuta in appartenenza, bandiera, radici, tradizione – verso uno dei giocatori della Pallacanestro Varese più esplosivi in campo e fragili (teneri) fuori. Il solo nome mette i brividi: Arijan Komazec da Zara, Croazia.  Continua a leggere “C’è Arijan di festa”

Fontana è tutto tranne che razzista

Non basta un lapsus o un errore per bollare una persona, e una città, di cui non sapete nulla. Gli eroi di Attilio Fontana, a cui avrebbe eretto una statua in piazza Monte Grappa, si chiamano Raga, Yelverton, Isaac, Thompson… Così si diventa più razzisti dei razzisti che si pensa di combattere

Se può parlare anche chi ha conosciuto sul campo Attilio Fontana, parliamo.

Ma tanto parliamo lo stesso anche se sommersi da questo coro indignatissimo non tanto per l’argomento, il lapsus, l’errore commesso e ammesso da Fontana quanto per distruggere una persona e nel contempo distruggere l’idea, l’ambiente, il mondo circostante quella persona, strumentalizzando quel lapsus “pro domo sua” più che a favore di tutti.

A noi in realtà interessa la persona, e riportare la realtà che la riguarda: Attilio Fontana è tutto tranne che xenofobo e razzista. Continua a leggere “Fontana è tutto tranne che razzista”